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"Uno scontro di inciviltà. La guerra in atto letta dal punto di vista degli sfruttati". Intervento di Carmelo Albanese
Nel mondo non è in atto nessuno scontro di civiltà. Perché non c'è neppure la parvenza di qualsivoglia forma di civiltà nelle crociate cattoliche, o nel così detto "terrorismo islamico", o nello sterminio sistematico del popolo palestinese da parte delle oligarchie ebraiche di Israele. In ognuno di questi casi, siamo di fronte piuttosto ad uno scontro di inciviltà. Inciviltà parallele fondate su monoteismi mostruosi e deliranti. Questi tre pensieri magici, l'ebraismo, il cattolicesimo e l'Islam; che da secoli tengono in scacco metà della popolazione mondiale; nelle loro diverse e creative sfumature di inciviltà, si preoccupano di fabbricare forme bizzarre del divino, atte tutto sommato alla medesima funzione: definire e mantenere in vita figure allegoriche di potere (maschile e con barba folta in tutti e tre i casi); dare ordini severi di sottomissione alle donne; e fare in modo che il Dio dell'Universo, colui che secondo lor signori ha fatto i pianeti, le galassie, le stelle e tutte le specie animali fino agli organismi unicellulari; abbia costantemente sotto controllo la sessualità e il piacere con cui i maschi e le femmine di qualsiasi specie, si relazionano tra loro.

Ora è abbastanza chiaro che di civile, questi tre deliri, sia pure molto seguiti e da lungo tempo, non hanno nulla. Ed è altrettanto chiaro che tra il credere a queste fandonie con l'unico fine di conservare le aristocrazie del mondo e la decapitazione degli infedeli, il rogo degli eretici in pubblica piazza a Roma, lo sterminio degli indios idolatri in America del Sud, la strage di disegnatori satirici a Parigi, o la tortura sistematica del popolo palestinese; il passo è davvero breve e quasi necessario. Dunque occorre da subito lasciare da parte questa suggestiva etichetta di "scontro di civiltà", per descrivere le nefandezze che si possono compiere per affermare farneticazioni contrapposte tese per interesse a sostenere verità impossibili e inconciliabili. Molto più utile è concentrarsi sul vero scontro di civiltà in atto. Vale a dire quello tra una cerchia multietnica e trans-religiosa ristrettissima di potenti e il resto della popolazione mondiale.

Sullo sfruttamento dell'uno rispetto alla moltitudine. Sull'arretramento globale di civiltà rispetto alle regole fondamentali dell'economia e del lavoro. Vale a dire sull'impedimento al vero e unico traguardo di civiltà possibile per la specie umana: l'emancipazione definitiva da qualsiasi forma di potere. A cominciare da quelli allegorici indicati dalle religioni, per finire a quelli pratici che governano gli Stati e che proprio nelle fiabe inquietanti dei monoteismi, per uno strano paradosso, cercano e trovano avalli "ideali" e coperture d'azione. L'azione del potere è sempre la stessa. Sottomettere i popoli sfruttando il lavoro delle masse e privandole di diritti e libertà. Questo è in definitiva l'unico atto terroristico che abbiamo davanti e non si attua a colpi di Kalashnikov nei teatri di guerra, ma a colpi di leggi meschine nei parlamenti fantoccio delle così dette democrazie del pianeta. E' sempre la solita storia. Persino stancante se non fosse irrimediabilmente tragica. L'imperatore che per conservare il trono, con una mano brandisce le armi e con l'altra la croce, la mezzaluna, o la stella di David, a seconda il momento o la convenienza. Buon anno.
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