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Israele, continua la repressione diretta nei confronti dei giornalisti a Gaza
Dopo decine di segnalazioni da parte delle organizzazioni internazionali di categoria, nei giorni scorsi altri giornalisti a Gaza hanno denunciato la pratica condotta dalla polizia israeliana di colpire volontariamente operatori della stampa mentre questi sono intenti a documentare gli scontri tra agenti israeliani e manifestanti palestinesi.
A segnalarlo e' l'agenzia di stampa palestinese Maan, che riporta anche la testimonianza di una giornalista televisiva, Sali a Al-Sakni: lei e la sua troupe, sebbene si fossero tenuti a debita distanza dal luogo degli scontri che si stavano verificando nel campo profughi di Al-Bureij, sono comunque stati fatti oggetto di un lancio di lacrimogeni. Al-Sakni ha inoltre aggiunto di aver visto la polizia prendere di mira i suoi colleghi sebbene indossassero elmetti e gilet con su scritto 'Press'. Un altro testimone, il cameraman di Palestine Today Dawood Abu Al-Kas, ha raccontato di essere stato colpito ad un piede da un proiettile di gomma mentre stava documentando degli scontri in un Kibbutz nella parte settentrionale della Striscia, a Nahal Oz: "stavo scattando delle foto nascosto dietro ad un'ambulanza, a 300 metri dalla recinsione dell'insediamento, quando sono stato colpito". Il portavoce dell'Unione dei giornalisti di Gaza ha dichiarato: "L'occupazione israeliana conduce attacchi sistematici contro quei giornalisti che lavorano sul campo per evitare- ha spiegato- che raccontino la verita' sui crimini che vengono perpetrati contro la popolazione palestinese".
Intanto, il quadro generale della cosiddetta terza intifada si va complicando. A rilanciare l’allarme ieri è stato il presidente dell'autorità nazionale palestinese Abu Mazen prima dell'incontro con l'Alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini. Mazen ha detto che la situazione è molto seria e grave “e temo – ha aggiunto - si possa deteriorare ulteriormente". "Una delle ragioni dietro gli eventi in Palestina ha sottolineato - è il sentimento di delusione dei giovani che non vedono speranze all'orizzonte".
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