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A Milano Rifondazione dice addio al PD, ma si spacca.

bandiere-rifondazione

Dopo la decisione del Comitato Politico Federale di Rifondazione Comunista di Milano di dire addio ad ogni tipo di alleanza con il PD alle prossime elezioni comunali, diversi dirigenti e militanti si dicono contrari e alzano la voce sostenendo che in questo modo il partito "si astrae dalla politica e si autorecinta in un Aventino", diventando "inutile". Dire subito di no, secondo i firmatari della dichiarazione, si tradurrà in uno scontato fallimento elettorale del partito, che rischia di non avere nessun rappresentante nel prossimo consiglio comunale milanese.

Ecco il testo della dura posizione contro la decisione di Rifondazione di Milano:

"I firmatari di questa dichiarazione si trovano a manifestare pubblicamente il loro dissenso rispetto alle conclusioni alle quali è pervenuto il Comitato Politico Federale di Rifondazione Comunista di Milano.

Con quelle conclusioni questo Partito si astrae dalla politica e si autorecinta in un Aventino. Riteniamo questa scelta prima di tutto contraddittoria e poi profondamente errata. Contraddittoria, perché se Rifondazione pare avanzare alla Sinistra milanese un percorso diretto alla costruzione di un soggetto politico unitario della Sinistra (e su questo siamo d’accordo), contemporaneamente lo blocca già in partenza rifiutando il confronto, dialettico e faticoso, per costruirlo. Siamo alla diserzione dalla politica. Ma è anche una scelta sbagliata perché con essa si cancella, in quanto ritenuta superata e improponibile, l’idea del provarsi a ricomporre, primarie si primarie no, quella coalizione originale che, con Giuliano Pisapia, strappò dopo vent’anni il Comune di Milano alle destre. Renzi non potrebbe chiedere di meglio: anche lui ritiene superata e improponibile quella coalizione di Sinistra-Centro-Associazionismo civico.

In sintesi con le conclusioni del suo Comitato Politico Federale Rifondazione Comunista rende inutile il Partito e lo divide.

I primi firmatari di questa dichiarazione, che sono nel PRC dalla sua nascita, non escono di scena come il Partito e si trovano a guardare con interesse a quanti, come il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, ma anche a Partiti o aree degli stessi, associazioni, comitati, tengono invece aperte le porte alla politica al fine di ricomporre, o almeno provarci, quella maggioranza che, pur con qualche limite, ha amministrato il Comune di Milano

Bruno Casati, Ivan Xamo, Alfredo Novarino".

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