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Torino, sgomberata l'ex caserma Lamarmora. Prc: "Atto di intolleranza e razzismo". Fiom: "Insensato"
Sgombero questa mattina della ex caserma La Marmora a Torino. L'edificio di via Asti era stato occupato una decina di giorni fa da un’ottantina di Rom e dai giovani di Terra del Fuoco, che già ad aprile avevano preso possesso dei locali dell’ex caserma in segno di protesta contro lo stato di abbandono della struttura, venduta dal Demanio alla Cassa Depositi e Prestiti. E proprio l’ente statale, proprietario dell’immobile, nei giorni scorsi, aveva denunciato formalmente l’occupazione dello stabile alla procura, dando il via libera all’intervento delle forze dell’ordine.

Per il segretario del Prc di Torino, Ezio Locatelli, accorso sul posto insieme a diversi militanti, “lo sgombero della ex caserma è un atto di intolleranza e razzismo allo stato puro, tanto più grave e vergognoso in quanto perpetrato in un luogo simbolo della città, luogo di prigionia, di tortura e uccisione al tempo della dittatura fascista di partigiani e antifascisti. Un luogo passato di mano, venduto dal Demanio alla Cassa Depostiti e Prestiti". "La cacciata di giovani impegnati in attività sociali e di famiglie Rom senza tetto - ha aggiunto - è il risultato di una politica che ormai sa solo interpretare e po rtare avanti gli interessi dei poteri forti. A Torino il Sindaco Pietro Fassino e il Pd sono i massimi responsabili di questa politica privatizzata. La storia dell’occupazione di Via Asti non può finire qui. Si mettano in atto forme di disobbedienza e di resistenza civile e pacifica”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Prc Paolo Ferrero. "E' uno sgombero voluto dal centro sinistra, dal PD di Fassino di Chiamparino e di Renzi, del blocco di potere che attorno a quel partito si è cementato a Torino ed in Italia. E' il partito della dittatura "democratica" dei mercati che oggi a Torino usa i manganelli per una delle poche funzioni che vuole mantenere in capo allo stato: la repressione dei conflitti, dell'organizzazione e delle soggettività sociali", ha detto.

A protestare contro l'azione della polizia è stato anche il segretario generale della Fiom Maurizio Landini che ha parlato di "un atto sbagliato e insensato”. “Lì dentro, come ho potuto constatare di persona, - prosegue Landini - si fornivano risposte reali e solidali alle emergenze provocate dalla crisi. Sgomberare chi con atti concreti lavora per la coesione sociale, non è solo sbagliato ma senza senso. Tanto più grave se, come pare, lo sgombero sembra essere in relazione alla presenza di alcune famiglie rom che in quella sede avevano trovato accoglienza”.

Da Torino, il segretario della Fiom provinciale, Federico Bellono, sottolinea come “chiunque abbia avuto modo di andare in via Asti, e vedere la mensa popolare, le aule studio e le residenze in via di completamento, considera la fine di questa esperienza come una sconfitta per tutta la città. In un luogo simbolico e inutilizzato erano in corso attività finalizzate a dare risposte concrete a problemi ed emergenze concreti. Attività troncate da istituzioni ottuse, nonostante il tentativo degli occupanti di trovare una soluzione condivisa. Un'altra occasione persa per Torino e per chi l'amministra".

 
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