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Pisa, nel comizio-provocazione la Lega fa flop. Movimento mobilitato, e polizia scatenata
Per sabato 14 era prevista a Pisa la presenza di Matteo Salvini , sbandierata in nome dell'ordine e della sicurezza. Una autentica strategia "anti-zecca", quella condotta dalla lega nord. La sua portavoce provinciale pochi giorni fa è stata protagonista di un battibecco nel quartiere di S. Ermete (dove sorge un comitato popolare), "sorpresa in piena notte a staccare uno striscione che pubblicizzava una iniziativa cittadina per venerdi' 13 promossa da Prendo casa e comitati di quartiere". 

Perfino un esponente della destra in quota Fratelli d'Italia, Diego Petrucci, sulle pagine de Il tirreno (quotidiano locale) non ha lesinato critiche alla Lega pur difendendo il diritto a manifestare in città contro la Giunta Filippeschi

La tensione era palpabile in città e nel pomeriggio di venerdi', un corteo di oltre 150 antagonisti e bisognosi di casa ha attraversato la città organizzando un'accampata sotto il Comune, a Palazzo Gambacorti, occupandone nel tardo pomeriggio l'atrio.

All'ora di cena, su richiesta del sindaco del pd che ha chiesto alla Procura di perseguire gli occupanti, ps e cc hanno sgomberato con la forza i manifestanti usando scudi e manganelli. Tra i manifestanti numerosi erano le famiglie sfrattate con vecchi e bambini.

La tensione è aumentata come il numero dei manifestanti e alle 23, i manifestanti sono venuti di nuovo a contatto con Ps e CC che hanno caricato provocando il ferimento di alcuni giovani

La manifestazione di sabato 14 ha paralizzato la città, militarizzato da 300 uomini dei reparti di ps e cc il lungarno Mediceo . La lega ha portato in piazza meno di 200 persone, due terzi dei quali provenienti dal Nord con bus, un flop rispetto ai 1000 annunciati in settimana sui giornali e sui social network. La contro-manifestazione , composta da studenti di Exploit, antagonisti, bisognosi di casa, Cobas, Pcl e Giovani Comunisti (Rifondazione e Sel hanno disertato l'appuntamento) ha raggiunto 300 partecipanti fino al Ponte Solferino dove, a seguito del lancio di alcuni ortaggi, è partita una carica violenta dei reparti con 3 giovani feriti (numerosi punti alla testa per i colpi di manganello inferti contro manifestanti a volto scoperto e a mani nude). Un poliziotto della Digos, nel corso della carica, è rimasto stordito per un petardo (per la questura si tratta di bomba carta) e portato in ospedale.

La manifestazione , durata 3 ore, si è conclusa con una assemblea davanti a palazzo Gambacorti

Federico Giusti -dei cobas pisani- in un intervento ha criticato la militarizzazione della città chiamando in causa il pd: "Un sindaco virtuale che da mesi rifiuta il dialogo con la cittadinanza, che non affronta le tematiche sociali piu' importanti dai bisognosi di casa alla morosità incolpevole, che rifiuta di incontrare perfino la rsu del comune e i lavoratori licenziati come quelli del Panificio Bolognese, che tace di fronte alle fideiussioni tossiche date in garanzia dagli immobiliaristi e rilevatisi carta straccia con crediti di milioni di euro che il Comune non ha fino ad oggi neppure richiesto ai costruttori. Un sindaco silente davanti alle società fallite che per anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo in città ottenendo varianti urbanistiche a loro uso e consumo. La politica del pd è dura con i deboli e passiva rispetto ai poteri forti che dettano le linee guida urbanistiche e criminalizzano le istanze sociali"

Davide Banti- del cobas lavoro privato- ricorda come anni sia in corso una gara all’ultimo voto da strappare agli elettori, dopo averli ben bene impauriti, terrorizzati, aizzati contro gli ultimi, contro donne, uomini e bambini, che fuggono dalle regioni del Sud del mondo, in preda alla disperazione, per miseria, fame, dittature, guerre. Una politica securitaria e una incitazione all'odio che ormai è il cavallo di battaglia della lega con il pd che risponde a sua volta con politiche securitarie di contrazione dei diritti dei lavoratori. C’è bisogno di costruire l’unità di chi lavora con salari da fame, di chi è precario, di chi è disoccupato, di chi è senza casa, di chi si trova a fare i conti con un servizio sanitario in via di rottamazione, di chi è italiano e di chi in Italia arriva alla ricerca di diritti, primo fra tutti del diritto a vivere. Unità per rialzare la testa e fare rispettare i nostri bisogni, i nostri diritti, la nostra dignità".

E con queste parole d'ordine si chiude la due giorni a Pisa con l'impegno di tornare in Comune e chiedere al sindaco di rendere conto delle sue politiche.

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