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"Le banche? Un supersfruttamento organizzato e diretto". Intervento di Franco Astengo
Questa è la dichiarazione di Abete, presidente della BNL.

“Rispetto all’intervento dello Stato in questa situazione il presidente Luigi Abete è chiaro e spiega, durante l’intervista con Sebastiano Barisoni a Focus Economia su Radio 24 che i temi sono due: “Secondo me un intervento pubblico è doveroso non soltanto per un motivo umanitario, ma perché il passaggio da una cultura in cui non c’era rischio, ad una cultura in cui il rischio, come giusto che sia esiste, è cosi improvviso che per questi risparmiatori si è creata una situazione simile a quella degli esodati”

Avete capito bene: è un problema culturale dei risparmiatori: quello di arrendersi alla logica dei derivati.

Poi si fanno distingui inutili e quasi ridicoli.

Al di là delle gravissime questioni legate al decreto salva banche del Governo, le varie “culpa in vigilando” di Banca d’Italia e Consob, le protezioni “parentali” del management, la richiesta “informale” di parere all’UE senza una richiesta di presa di decisione formale, i balbettii del Presidente del Consiglio del quale dovrebbero essere chieste le dimissioni la questione vera è quella della speculazione su speculazione intrinsecamente legata alla cultura del capitalismo.

Anche nelle banche poi è prevalsa la logica dell’uomo solo al comando: il direttore supermanager (come i presidi delle scuole) i cui superbonus derivano dalla “produttività” che altro non si è dimostrata che formata dal rifilare bidoni ai clienti, in quella logica di “cultura del rischio” (per gli altri) cui accennava Abete.

Logica dell’uomo solo al comando sul quale si intende costruire, a piramide, il consolidamento di un regime già da tempo operante e non riconosciuto dai più nel sistema politico per ignavia e/o convenienza (per di più personale).

Senza il ritorno di una logica politica anticapitalista, rappresentata politicamente in una forma adeguata alla tragica realtà del capitalismo di guerra che stiamo vivendo, senza una opposizione coerente non ci sarà mai più un contrasto serio a questo drammatico filone di inaccettabile supersfruttamento.

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