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La Grecia insiste con il risarcimento dei danni di guerra dalla Germania. "Pronti al sequestro dei beni"
Il ministro della Giustizia greco si è detto pronto a firmare una sentenza della Corte Suprema che consentirà al governo di sequestrare beni tedeschi come parziale risarcimento per i crimini commessi nel paese dai nazisti. Riferendosi ad una decisione pronunciata nel 2000 dalla massima istanza giuridica del paese, Nikos Paraskevopoulos ha ricordato che il provvedimento sosteneva il diritto dei sopravvissuti della città di Distomo - dove nel 1944 le forze naziste uccisero oltre 218 persone - a chiedere un risarcimento.

"La legge - ha ricordato il responsabile della Giustizia - stabilisce che per attuare il provvedimento è necessario un ordine del ministro. Ritengo che tale permesso debba essere dato e sono pronto a farlo", ha aggiunto, nel corso di un'intervista all'emittente Ant1. Ieri il parlamento ellenico aveva deciso di creare una commissione incaricata di chiedere il pagamento dei danni di guerra alla Germania. Intanto, il premier greco Alexis Tsipras accusa la Germania di usare trucchi legali per evitare di pagare le riparazioni di guerra, legate all'occupazione nazista della Grecia. Il premier fa anche sapere che porterà la questione in Parlamento per studiare il da farsi. "Dopo la riunificazione tedesca del 1990 - spiega Tsipras in Parlamento - si erano create le condizioni legali e politiche per risolvere la questione. Ma da allora i governanti tedeschi hanno scelto la linea del silenzio, trucchi legali e rinvii". "Mi domando - aggiunge il premier - poiche' in questi giorni c'e' un gran parlare a livello europeo di questioni morali: questa posizione e' morale?". Il governo greco non ha mai ufficialmente quantificato i danni di guerra da chiedere alla Germania, mentre Berlino sostiene di aver onorato i suoi obblighi dopo il pagamento di 115 milioni di vecchi marchi del 1960, pari a 59 milioni di euro. Secondo Tsipras il pagamento del 1960 copre solo i rimborsi alle vittime dell'occupazione nazista e non le distruzioni subite dalla Grecia durante l'occupazione tedesca. Il precedente governo di Antonis Samaras aveva stimato intorno ai 162 miliardi di euro l'ammontare delle riparazioni che Berlino avrebbe dovuto pagare ad Atene. Secondo Tsipras la richiesta di Atene e' un "obbligo storico", mentre la Germania si considera esentata dal pagamento dei danni di guerra.
Il nodo da sciogliere e' il patto di Londra del 1953 nel quale Berlino e altri 21 paesi siglarono un'intesa sui debiti contratti dalla Germania durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. La prima decisione riguardo' i debiti contratti fino al 1933, pari a 32 miliardi, la meta' dei quali venne cancellata e l'altra meta' pagata a condizioni molto favorevoli. Per i debiti legati ai danni della Seconda mondiale si decise invece di rimandare la faccenda a dopo la riunificazione tedesca.
Nel 1990 pero' il cancelliere Helmut Kohl si oppose al pagamento delle riparazioni, spiegando che si trattava di richieste insostenibili, che avrebbero portato la Germania alla bancarotta. Gli Stati Uniti appoggiarono questa posizione. A partire dagli anni Sessanta Berlino ha stabilito degli accordi di compensazione volontari con alcuni paesi per i danni causati dal nazismo e nell'ottobre 2001 Berlino ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato di Londra del 1953.
Per il segretario del Prc Ferrero, il governo tedesco "ha evidentemente la memoria corta: i tedeschi non hanno mai pagato i propri debiti di guerra. Eh sì che un po' di danni in giro per il continente li hanno fatti... Giustamente Tsipras, che ha la schiena dritta e la memoria lunga quanto quella del suo popolo, lo ricorda. Il governo tedesco, che, dopo aver fatto applicare alla Grecia ricette che ne hanno moltiplicato il debito, adesso cerca di strozzare il governo di Syriza scaricandone gli effetti sul popolo greco. Si tratta di un atteggiamento criminale, come il dire che le misure umanitarie devono essere a costo zero. Evidentemente per la Merkel e i socialdemocratici tedeschi è giusto che in Europa si muoia di fame, là dove loro vanno a fare le vacanze". 

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