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La Flc-Cgil risponde alla ministra Boschi: "La scuola non è del Governo"
“La dichiarazione della Ministra Boschi conferma l’arroganza e il disprezzo della democrazia. La scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del Governo”. Così Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc, la Federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil in riferimento alle affermazioni fatte dal ministro Maria Elena Boschi durante un comizio a Pesaro sabato. “La scuola – ha detto Pantaleo - è del Paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all’altezza dei tempi. Lo sciopero e le manifestazioni del 5 maggio hanno dimostrato che studenti, personale della scuola, famiglie e Paese sono contro il disegno di legge della brutta scuola. Gli emendamenti approvati non cambiano l’impianto autoritario e incostituzionale del disegno di legge. Nelle prossime ore la mobilitazione continuerà e si allargherà”. "Se dovessi dire che abbiamo la certezza che incontreremo il governo – aveva detto la scorsa settimana il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo l’incontro con una delegazione del Pd - direi una cosa non vera, anche se il Pd ha registrato la nostra richiesta. Abbiamo rispiegato le ragioni dello sciopero e del successo che ha avuto, abbiamo apprezzato la disponibilità di metodo per continuare a vederci ma – ha aggiunto la leader della Cgil - molti nodi li può sciogliere il governo non un singolo partito". Sempre in quel contesto, Susanna Camusso aveva ricordato che tra gli scogli da superare ci sono ancora la questione dei precari, il contratto (in attesa di rinnovo da tanti anni) e i criteri di valutazione degli insegnanti. "Sono nodi che lasciano aperti interrogativi su come inizierà il prossimo anno scolastico. Pur apprezzando il metodo, per ora non abbiamo fatto grandi passi in avanti".
Al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, che parla di un testo "arricchito e integrato con la risoluzione di alcuni nodi tecnici e politici che ci aspettavamo e siamo lieti siano stati sciolti già qui alla Camera", rispondono i grillini che bollano tutto come un "impianto irricevibile". 
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