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"Un salto di qualità nelle forme della politica mettendo insieme diversi modi di fare militanza". Intervista ad Eleonora Forenza
Dal 24 aprile controlacrisi.org ha svolto un sondaggio tra i suoi lettori sull'argomento Altra Europa. Il sondaggio è stato effettuato a ridosso dell'assemblea nazionale del 18 e 19 aprile. Hanno risposto alle domande 1270 persone. Abbiamo chiesto ad Eleonora Forenza di comentare i risultati (qui). 

Dal sondaggio esce una timidissima maggioranza che valuta comunque positivamente l’assemblea di aprile e il percorso aperto in quell’occasione con la creazione di un organismo nazionale.
Il percorso dell’Altra Europa ha fatto un salto di qualità con l’ultima assemblea di aprile stabilendo alcuni elementi fondamentali: il profilo europeo del soggetto unitario che si andrà a costruire e la scelta della alternatività a socialisti e popolari come fondativa. Queste scelte ci collocano dalla stessa parte di Syriza e Podemos e delle altre forze della sinistra europea nella questione fondamentale dello scontro politico in Europa e in Italia, l’austerità. Noi siamo schierati dalla parte della Grecia contro le istituzioni ademocratiche della Troika e contro chi vuole costringere il governo greco a mettere un cappio al collo del suo popolo. E siamo interni anche ad un percorso di “Vento del cambiamento che parte dal sud”, come sottolinearono sia Iglesias che Tsipras nel comizio di chiusura delle elezioni in Grecia a gennaio. Dobbiamo costruire anche in Italia un soggetto che come Syriza e Podemos abbia la capacità di costruire l’alternativa in una dimensione di consenso di massa. Il punto oggi è capire che non è l’importazione di un modello a darci la soluzione ma un’analisi specifica della società italiana, della sua passivizzazione e della sua americanizzazione. Il modello italiano si traduce oggi nel renzismo come declinazione autoritaria delle politiche europee di austerità e di dominio neoliberista: governismo autoritario, Jobs Act, buona scuola e la distruzione della Costituzione. Sinistra europea e di alternativa: quindi, internità al Gue e alla Sinistra europea, e alternativa al PD e al socialismo europeo. Due scelte fondamentali che l’Altra europa ha effettuato con determinazione, e che oggi possono essere la base della costruzione della casa comune della sinistra e dei democratici.

Questo come si traduce in Italia?
C’è anche un lavoro politico da fare e anche da superare un dibattito ripetitivo su partito vs società civile oppure coalizione sociale vs coalizione politica. Il nostro compito è unire anche in Italia ciò che il neoliberismo ha diviso, ovvero ricostruire il blocco sociale. Io non credo che oggi la costruzione di una forza politica sia solo una operazione sul terreno della rappresentanza. Non possiamo fare l’errore fatto con la Sinistra Arcobaleno di unire la sinistra solo sul terreno della rappresentanza. E non credo neanche che si possa costruire un mero parallelismo tra un processo di coalizione sociale e un processo di coalizione politica. Occorre riconnettere sociale e politico. Questo è il compito che abbiamo. A me sembra che la direzione intrapresa sia quella giusta con questioni finalmente nette: alternatività al socialismo europeo e al partito democratico, capacità di avanzare una proposta di governo, mettendo insieme tutti coloro che dalla Grecia alla difesa della costituzione, dal contratto dei metalmeccanici alla difesa della scuola, ci stanno.

Sì ma Landini è circondato dallo specifico sindacale mentre sul lato politico c’è l’assenza di un soggetto unificante. Riusciamo ad andare un po’ più oltre?
Il tema non è l’importazione dei modelli, e credo tu abbia ragione quando dici che non possiamo pensare a soluzioni che, ad esempio, stiano dentro il perimetro di un solo sindacato. Tuttatvia Landini ha detto che la forma del sindacato è inefficace e insufficiente. Allo stesso tempo credo che non si possa relegare il tema della politica al tema della rappresentanza. Il tema delle pratiche sociali è una questione non separata dalla politica. Non dobbiamo rimuovere le cose positive prodotte non solo altrove, ma anche qui in Italia, penso alle pratiche sociali di Syriza, o alle partito sociale come sperimentazione del Prc. non possiamo accettare la scomposizione che il capitalismo ha prodotto tra l’ambito sociale e quello politico. E la risposta non è una divisione di compiti tra partito e sindacato. C’è da dare una risposta complessiva e ragionare su come rientrare dalla scomposizione della sinistra che è conseguenza e non causa della sconnessione dal e del suo blocco sociale.

Allo stesso tempo il fatto che non c’è una sinistra politica forte può stare in una qualche relazione col fatto che l’Italia è stato il paese col conflitto sociale più basso negli ultimi anni? Io credo ci sia una relazione forte tra assenza di conflitto sociale e debolezza della sinistra politica. Prearietà, lavoro e reddito sono i temi fondamentali da cui ripartire. . La stessa dimensione della precarizzazione che riguarda ormai una condizione strutturale e nemmeno più generazionale sta di pari passo con l’esproprio dei poteri democratici. Il percorso unitario deve partire dai temi, dai soggetti, dai conflitti: non può essere la somma delle organizzazioni esistenti.

Cosa manca ad Altra Europa per poter essere più convincente…
Due, i livelli di ragionamento. C’è un tema che riguarda la storia dell’Altra euopa e non si può non considerare dal momento che c'è probabilmente un elemento di disaffezione. Limiti nostri soggettivi su cui dobbiamo lavorare. Poi c’è la questione della comunicazione, sovrapponibile con il tema dell’egemonia, con una certa nostra difficoltà a stare sul terreno della comunicazione politica, per motivi non sempre dipendenti da noi. E poi il tema delle forme della politica. Se riusciamo a fare questo salto di qualità è soltanto mettendo insieme forme diverse di militanza: da quella partitica al sindacato, alle associazioni, dal volontariato alle pratiche sociali.

Appello di Koronallis. Come si risponde?
Tempi strettissimi. Stiamo lanciando una campagna di solidarietà con la Grecia, con Change for all. Il messaggio che non è passato fino in fondo è che la battaglia non è solo per la Grecia ma è una battaglia sul modello di Europa. La resistenza della Grecia è una cosa straordinaria. Saranno settimane decisive queste. C’è bisogno della massima mobilitazione in Italia e in Europa. A Parigi a fine mese ci sarà il Forum delle altermative, a Parigi il 30 e 31 maggio. Si tratta di rendere palese che la sfida della Grecia sia la sfida principale per tutta la sinistra europea in questo momento. L'importante risultato di Madrid e Barcellona di queste ore apre una speranza per tutta l'Europa.

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