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Scuola, fumata nera dopo l'incontro tra Pd e sindacati. "Nessuna volontà di cambiare la legge"
Mentre in Commissione parlamentare il lavoro è bloccato proprio sui punti oggetto del confronto con i sindacati, il lungo incontro di ieri con gli esponenti del Pd non ha soddisfatto le sigle sindacali, che giudicano positivamente la disponibilità dei democratici al confronto ma non registrano la volontà di cambiare l'impianto del ddl. "Pur apprezzando la disponibilità al confronto – dichiara Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, al termine dell'incontro - non abbiamo registrato alcuna volontà di cambiare l’impianto del disegno di legge. Soprattutto sugli aspetti che noi riteniamo più importanti, tra cui assunzioni dei precari, funzioni dei dirigenti scolastici, rinnovo del contratto nazionale e ruolo della contrattazione". "Francamente, dopo il riuscitissimo sciopero e le grandi manifestazioni del 5 maggio, che hanno reso evidenti le ragioni di tutto il mondo della scuola – aaggiunge - ci saremmo aspettati qualcosa di più. Perciò, abbiamo sollecitato un incontro urgente con il Governo per comprendere le sue reali intenzioni sul disegno di legge, in particolare se c’è la volontà di agire per decreto sulle assunzioni che sono urgenti". "Abbiamo molto apprezzato la disponibilità e il metodo di continuare a vederci, ma non abbiamo fatto grandi passi avanti", aggiunge il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Se dovessi dire che abbiamo delle certezze sul fatto che incontreremo il governo direi una cosa non vera anche se il Pd ha registrato questa nostra richiesta". Delusi anche gli studenti. "Sull’onda della grande mobilitazione di martedì scorso, che ha portato migliaia di studentesse e studenti in tutte le piazze del Paese, il Partito Democratico ci ha convocati ieri per una consultazione. Abbiamo accettato l'invito nonostante la mancanza di tempismo rispetto ai lavori parlamentari e alla vera consultazione e nonostante ci aspettassimo di essere ricevuti dal MIUR, la sede più consona per discutere del provvedimento. L'esito è stato del tutto insoddisfacente", dice Alberto Irone, portavoce della Rete degli Studenti Medi."Abbiamo ribadito ai vertici del Pd i motivi alla base della nostra mobilitazione - prosegue - e posto ancora una volta sul piatto tutte le criticità del ddl Buona Scuola, le proposte e rivendicazioni che fin dall’inizio delle finte consultazioni del governo abbiamo avanzato". Richieste che Irone riassume così: "rivedere l’articolo che trasforma la figura del preside in un manager; cancellare la norma sul 5X1000 e costituire un fondo nazionale e un’alternanza scuola lavoro di qualità e con tutele reali; riforma dei cicli fondata sul biennio unitario e legge nazionale sul diritto allo studio, unico strumento in grado di garantire l’istruzione dell’obbligo in un Paese in cui l’abbandono scolastico è sempre più alto". "Inoltre la Rete - continua il suo portavoce - chiede con forza lo stralcio delle deleghe al governo in quanto evidentemente incostituzionali, e la cancellazione totale dello school bonus e della school guarantee, per un diritto allo studio che corrisponda a quello di cui parla la nostra Costituzione e non solo di pochi”. Per Marcello Pacifico di Anief-Confedir, per dire basta all’abuso di precariato “serve una vera riscrittura del testo del ddl, altrimenti l’Italia rischia di andare incontro a censure e sanzioni pensanti da parte della Commissione europea. In caso contrario la mobilitazione in atto continuerà con nuove iniziative. Anche di carattere legale”.
Da una settimana i lavori in Commissione proseguono senza il contributo del M5s, che ha deciso di abbandonare la discussione: "In queste ore - affermano i 5 stelle - stiamo assistendo a un teatrino stucchevole, a tratti penoso". "Indignati" anche gli esponenti di Sel: "Un'intera Commissione sta lavorando – osserva Annalisa Pannarale - mentre una singola forza, il Pd, si riserva il diritto di incontrare sindacati e associazioni. Questa è una
stortura istituzionale".
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