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In Ucraina gli Usa spingono il mondo verso una terza guerra mondiale.

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“È una mia opinione, ma sono convinto che noi stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi, a capitoli, Inviato da iPad 

Invece c’è una sottovalutazione e un silenzio inconcepibile, inammissibile, inaccettabile nella sinistra italiana su questa situazione.
Il semestre da giugno a novembre, che sta cominciando con la notizia dell’invio di militari Usa e armi pesanti in Ucraina, sarà un semestre molto caldo per le vicende internazionali.
Ma torniamo un attimo indietro di alcuni anni, per capire quel che sta succedendo e perchè. Quel che ha sconvolto la situazione internazionale è la progressione dell’alleanza politica, economica, finanziaria, valutaria e anche militare fra due paesi del calibro di Russia e Cina e le alleanze fra questi due paesi con numerosissimi altri importanti paesi del mondo, dall’Africa all’America Latina. E questo è potuto avvenire perché la Cina non ha seguito la strada dell’Urss (decadente) degli ultimi anni e perché Putin non ha seguito la linea di sudditanza agli Usa di Eltsin, due cose che hanno rovesciato come un calzino le mire e le previsioni dell’imperialismo Usa dopo il crollo dell’Urss.
Gli USA sono arrivati ad una conclusione: hanno l’assoluta urgenza e necessità di anticipare i tempi ed arrivare ad uno scontro decisivo che impedisca la formazione di un secondo asse di potenza nel pianeta, alternativo all’unipolarismo USA, declinante.
Russia e Cina sanno bene ciò e si stanno preparando, fermo il loro interesse strategico di lungo periodo a rinviare lo scontro frontale e a prendere tempo, ma possibilmente senza arretrare e cedere troppo.
Luglio vedrà la riunione della SCO (una alleanza militare asiatica a guida russo-cinese) che dovrà decidere sulle richieste di adesione, tra gli altri, di Iran, India e Pakistan.
Sempre a luglio si riuniranno gli esponenti della neo nata Banca dei BRICS per muovere i primi significativi passi alternativi a FMI e Banca Mondiale.
A luglio e agosto ci sarà negli Stati Uniti la prima e più vasta esercitazione militare per il controllo del proprio territorio, a riprova di come sia prevista una precipitazione della crisi economica e relative rivolte sociali interne, di cui abbiamo già visto i segnali a Fergusson e Baltimora. Non è quindi escluso un ulteriore aggravamento della crisi del capitalismo occidentale, che da anni cerca di rinviare l’esplosione delle proprie contraddizioni economiche e sociali ricorrendo al debito ed alla stampa delle proprie valute imposte al resto del mondo.
A settembre vi sarà in Europa la più grande esercitazione della Nato dalla fine della seconda guerra mondiale.
Nel corso del semestre assisteremo all’accelerazione degli USA per costringere la UE a firmare il TTIP, in contrapposizione all’avanzare degli accordi inter-statali per “la nuova via della seta” cinese e alla nuova linea dei gasdotti russi per le forniture energetiche all’Europa.
Sempre entro la fine del semestre avremo la decisione degli organismi finanziari internazionali sulla definitiva consacrazione della valuta cinese come valuta internazionale, decisione non più rinviabile e che sancirebbe l’avvio della de-dollarizzazione su larga scala negli scambi commerciali internazionali.
In questo contesto geo-economico e politico (e di classe internazionale) si inseriscono gli scenari dei conflitti già aperti, quello ucraino, quello siriano-irakeno-mediorientale, quello libico e quelli potenzialmente pronti ad essere aperti, quali la Transnistria e le isole del Mar Cinese Meridionale. Altri scenari della “terza guerra mondiale a pezzi e a capitoli”, per ora a minor intensità, riguardano i Balcani (Macedonia e Grecia in testa) e l’America latina, in primis Venezuela, Brasile e Argentina.
Tutti scenari su cui gli USA stanno agendo per rafforzare la propria aggressività e accelerare lo scontro con Russia/Cina.
Un semestre dunque caldo, molto caldo.
Riguardo al rinnovo delle sanzioni europee alla Russia, cosa inventerà questa volta la Cia per costringere la UE a superare le proprie titubanze? La volta precedente dovettero far abbattere dal governo ucraino un aereo di linea, e poi fare l’attentato marchiato Isis a Parigi, e questa volta? Una grande nuova provocazione ? Un nuovo grande attacco su larga scala del regime ucraino in Donbass con l’utilizzo delle armi pesanti Usa appena inviate in Ucraina ? O una aggressione alla Transnistria per provocare l’intervento russo? In questo scenario cosa vogliono dire la nomina del criminale georgiano Sakhasvili a Governatore di Odessa, lo spostamento di missili anti-aerei ucraini tra Odessa e la Transnistria e, sulla costa adiacente, il posizionamento di navi da guerra USA ?
Per gli Usa spingere l’Europa a nuove sanzioni anti-russe sarebbe un successo sia nel continuare la rottura fra Ue e Russia sia nel portare l’Europa nel vicolo cieco economico e politico che la costringerebbe a firmare il TTIP. Firma che vorrebbe dire unificazione anche economica delle forze NATO, avanzamento della rottura fra Ue e Russia e Cina, piegamento totale dell’Europa ai voleri delle multinazionali Usa ed alla legislazione dei loro tribunali con buona fine delle legislazioni sociali e sovrane dei singoli Stati europei.
Ma questo gioco non è facile da condurre. La crisi economica avanza sia in Usa che nella Ue, la Russia resiste e la Cina cresce continuamente; inoltre molti e importanti segni di contrasti e sfilacciamento emergono tra UE ed Usa. Per esempio gli Usa hanno dovuto subire gli accordi di Minsk 2 (voluti e fatti da Germania, Francia e Russia). Altro segno di sfilacciamento è l’adesione di molti Stati europei sia alle transazioni commerciali in moneta cinese sia alla nuova Banca per le infrastrutture asiatiche (AIIB), a cui gli USA non aderiscono ma anzi contrastano in quanto riducono il potere di FMI e Banca Mondiale da loro controllate. Per non parlare della Grecia che dice NO ai diktat della Troika e addirittura ha aperto rapporti ottimi con Russia e Cina, o delle posizioni del Papa di apertura a Russia e Cina e che ha convocato per il mese di dicembre un Giubileo straordinario per parlare a tutto il mondo di necessità di fermare la terza guerra mondiale.
Solo la sinistra italiana è totalmente assente e ferma (tranne rarissime ma minoritarie eccezioni). E del resto è esistente ormai solo nelle piccolissime beghe di provincia, cioè è inesistente.

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