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Roma, l'estenuante tira e molla del Campidoglio sulle delibere di iniziativa popolare. E' questa l'idea che ha Marino della democrazia?
Ieri dovevano transitare per il Consiglio comunale di Roma le quattro delibere di iniziativa popolare presentate da “Deliberiamo Roma”, un cartello di realtà della società civile, su acqua, scuola, patrimonio immobiliare e finanza sociale. E invece c’è stato un rinvio, peraltro non motivato. Dopo aver stracciato il regolamento che ne prevedeva la discussione entro due mesi dalla consegna delle firme, circa 32mila, continua quindi il balletto di convocazioni e rinvii.

In un suo comunicato Deliberiamo Roma accusa: “Dopo che nessuna commissione si è mai riunita per esaminare le proposte popolari. Dopo aver disatteso tutti gli impegni di volta in volta presi. Dopo tre rinvii della discussione già calendarizzata. Chi lo ha annullato? E con quali motivazioni?”.
Il Consiglio comunale è stato convocato di nuovo per domani, giovedi 2 luglio alle 15, “ma vogliamo sottolineare come questo continuo convocare e disdire la discussione sulle delibere popolari da parte di chi è pagato per sedere in aula Giulio Cesare, la dica lunga sullo sprezzo con il quale si fa uso del tempo di tanti cittadini chepartecipano attivamente alla vita civile e politica della città, destreggiandosi fra gli impegni nel rispetto degli orari di lavoro e della vita privata, familiare o meno che sia”.

E’ abbastanza singolare quindi, che il sindaco Marino ignori l’unica forza reale che in questo momento, dopo l’addio di Renzi e mezza giunta traballante, può in qualche modo segnare un elmento di discontinuità con il brutto passato accumulato fino ad oggi tra ben due inchieste su Mafia Capitale, politica degli sgomberi e zero ipotesi su una effettiva uscita dalla crisi.
Domani, come sottolinea il Crap (Comirato romano per l’acqua pubblica) in un suo comunicato, “sarà infatti una giornata in cui si parlerà di di diritto all'acqua, di Acea e delle sue mire espansioniste sul Lazio e sul Centro Italia, di milioni di cittadini che nel 2011 hanno detto sì all'acqua bene comune, e che oggi rischiano il distacco dell'acqua anche per una sola bolletta non pagata”.

Sono mesi che Deliberiamo Roma si sta battendo affinché queste proposte di iniziativa popolare passino per l’aula Giulio Cesare. E questa calendarizzazione eccessivamente “estiva” comincia ad assumere il sapore di una beffa. E’ la mano libera che il Consiglio comunale di vuole tenere per apportare modifiche indigeribili? Intanto, Marino sta proseguendo il suo lavoro di restyling dell'immagine, spalleggiato e "coperto a sinistra" da Sel, dal "PD buono" che si contrappone al "PD ereditato da Veltroni" e da rimasugli vari, che non tengono però mai conto del fatto che Renzi, per dirla in francese, tiene tutti “per le palle”. E che quindi occorrono delle scelte nette in materia di bilancio. Insomma, niente di più facile che dalla “rivergination” di Marino, a cui Orfini si sta applicando fino allo spasimo, possa nascere un fronte di centrosinistra ultramoderato che potrebbe ricandidare Marino.

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