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Grecia, Tsipras rilancia: "Taglio del debito del 30% e venti anni di moratoria"
Un "taglio del 30%" del debito greco e "20 anni di periodo di grazia". E’ l’ultima proposta avanzata dal leader greco Tsipras a pochi giorni dal referendum contro l’austerità. Durante una intervista televisiva proprio per assicurare la "sostenibilita' del debito" greco, e citando il rapporto del Fmi che stima le necessita' di finanziamento complessive di Atene a 50 miliardi di euro fino al 2018" il presidente del Consiglio di Atene è entrato nel merito dei numeri. "Il Fmi - dice Tsipras - ha pubblicato un rapporto sull'economia greca che e' una conferma della nostra posizione e conferma un'ovvieta': che il debito greco non e' sostenibile".
Intanto, un nuovo sondaggio svolto dall'Università di Salonicco attribuisce al No il 69,7% e al Si il 29,3%.Si tratta di dati molto lontani da quelli fatti circolare in questi giorni che attribuivano una sostanziale parità. Il sondaggio è stato realizzato da una squadra di ricercatori del master di Analisi Politica presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Salonicco. La ricerca è stata svolta esclusivamente fra gli utenti della rete e fino alla mezzanotte di giovedì avevano risposto oltre 178.000 cittadini.
La proposta di ristrutturazione del debito greco, anche dopo che l'Fmi lo ha definito insostenibile, non è piaciuta alla Germania. Anche se l’Fmi è tornato a sottolineare la necessità di dare ad Atene un po' di spazio per respirare", il portavoce del ministero delle Finanze di Berlino, Martin Jaeger, ha risposto che "non porta in alcun modo alla conclusione che un taglio del debito è assolutamente necessario". Jaeger ha poi ribadito il concetto già espresso nei giorni scorsi dal ministro Wolfgang Schauble, secondo cui la situazione in Grecia è peggiorata nelle ultime settimane a causa della "malagestione" da parte del governo di Alexis Tsipras. Intanto il presidente dell’Eurogruppo Jeroren Dijsselbloem ha escluso la possibilità di un'intesa "imminente" a prescindere dai risultati del referendum di domenica sulla proposta dei creditori.Anche perché, come fa sapere la Bce, la Grecia, non avendo pagato la rata che spettava al Fmi, ha prodotto quello che tecnicamente viene definito un 'evento di default'. Questo, per l'Efsf, il board del Fondo Salva Stati europeo non vuol dire “chiedere il rimborso immediato dei prestiti, né di rinunciare al suo diritto di azione" ma che tutte le opzioni sono a disposizione.
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