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Grecia, domenica il vertice dei 28 paesi eterodiretto da Merkel. Intanto, comincia lo scivolone delle borse
Domenica si terra' un vertice sulla Grecia, questa volta con tutti e 28 gli Stati dell'Ue. A deciderlo è stata Frau Angela Merkel al termine di un inconcludente Eurogruppo, sull’esito del quale ci sono addirittura versioni diverse. Da una parte Tsipras che dice di aver fatto una proposta che include anche le riforme, oltre alla richiesta di un prestito ponte, e dall’altra “il resto del mondo” che dice di aspettare ancora che Atene dica qualcosa. Una situazione paradossale che va ad alimentare il nervosismo dei mercati dei titoli. Questa mattina Pechino ha dovuto addirittura sospendere metà delle quotazioni mentre la Banca Centrale ha dichiarato di essere pronta ad intervenire per sostenere gli scambi. Un caso davvero unico, e non solo per un paese socialista. Entro domenica prossima bisognerà trovare un accordo per un nuovo programma di sostegno oppure l'unica opzione sarà la Grexit. Ma è chiaro a tutti che siamo di fronte solo a una finzione politica. Merkel ha continuato a lavorare per costruire una via d’uscita alludendo alla possibilità di un haircut del debito. Ma la responsabilità di questa scelta dovrebbe essere a carico dei 28 paesi. I capi di Stato e di governo dell'eurozona e la Commissione europea, intanto, hanno usato toni duri contro la Grecia, senza però chiudere la porta a un accordo per un nuovo programma, che contenga impegni concreti per le riforme e nuovi finanziamenti. I margini, però, si vanno via via esaurendo. E solo un fattore esterno a questo punto avrebbe il potere di rimettere tutto in discussione. Donald Tusk in qualche modo ne ha parlato, sottolineando che una eventuale rottura potrebbe provocare un dissesto geopolitico di proporzioni non proprio trascurabili. Il presidente francese Francois Hollande ha ammesso che senza soluzione entro domenica ci sara' una Grexit. Ma in questo malaugurato caso, ha detto durante la conferenza stampa al termine del vertice euro, "ci sara' sicuramente un programma di accompagnamento". L’accompagnamento è un eufemismo per dire che l’Europa vuole tutelarsi da eventuali sconvolgimenti. Non reggerebbe alla prova dei numeri infatti. E anche se questo non dovesse accadere nel breve periodo, come hanno sottolineato molti analisti, nel medio e nel lungo i guai sarebbero pesanti, soprattutto per quei paesi, come l’Italia, che hanno un deficit in percentuale al Pil, molto vicino a quello della Grecia.
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