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Syriza, si allarga il dissenso contro Tsipras. Lafazanis annuncia la creazione di un movimento anti-austerity

ll Parlamento greco ha approvato ieri il terzo salvataggio del Paese da parte dei creditori internazionali ma adesso più che mai il primo ministro Alexis Tsipras si trova ad affrontare una vera e propria ribellione all'interno del suo partito Syriza. E continua ad approfondirsi sempre di più il solco fra lui e l'ala più radicale del suo partito rappresentata da 'Piattaforma di sinistra' contraria al nuovo Memorandum e alle più pesanti misure di austerità imposte al Paese.
Grazie al sostegno dei partiti dell'opposizione e filo-europei, il programma di salvataggio da 85 miliardi di euro è stato approvato con 222 voti favorevoli sui 300 della Camera.
Ma 43 parlamentari - ovvero quasi un terzo dei 149 deputati del partito di Tsipras - hanno votato contro o si sono astenuti: di più rispetto ai 38 (32 contrari e sei astenuti) del voto del 22 luglio scorso.

 Già l’altra mattina, in sede di esame del testo incommissione, Zoé Konstantopoulou, presidente del parlamento, aveva denunciato la "dittatura" dei creditori e respinto il nuovo piano.Nel suo discorso pronunciato nel corso del dibattito ha detto:"Non siamo quello che diciamo ma quello che facciamo. Siamo ogni parola della Costituzione se non ci passa proprio dalla mente di violare le garanzie costituzionali”.

Molti deputati hanno criticato il ministro delle Finanze, Euclide Tsakalotos che ha fatto di tutto per difendere l'accordo, pur ammettendo che esso contiene "misure difficili". Il ministro ha insistito sulla necessità di rispettare il calendario per poter riuscire a rimborsare i 3,4 miliardi di Euro dovuti alla Bce il 20 agosto.
Il divario all’interno di Syriza si è quindi fatto insanabile ieri, quando l'ex ministro dell'Energia Panayiotis Lafazanis, il leader di 'Piattaforma di sinistra', ha annunciato che contribuirà alla creazione di un nuovo movimento contrario al piano di salvataggio: in pratica un nuovo partito opposto al Syriza di Tsipras perché, sostiene l'ex ministro, accettando un nuovo accordo di salvataggio con i creditori internazioniali, "il governo è andato contro la volontà di oltre il 61% dei greci che hanno votato "no" al referendum del 5 luglio scorso".
Tsipras, da parte sua, ha già fatto sapere che chiederà un voto di fiducia per il suo governo non appena la Grecia, il prossimo 20 agosto, avrà ripagato il debito che ha con la Bce.
Già ai primi di agosto era stata convocata la segreteria politica del partito per discutere l'organizzazione di un congresso d'emergenza in cui affrontare la questione del crescente dissenso fra le varie correnti del partito sulle prospettive del Paese dopo le nuove misure di austerità che Atene è stata costretta ad accettare. Ma le due anime del partito ne erano uscite ancora più divise. 'Piattaforma di sinistra' - aveva chiesto la sospensione dei colloqui fra il governo ed i creditori e che il congresso si tenesse ad agosto, ma aveva prevalso la proposta di Tsipras per convocare il congresso a settembre.
La possibilità di una scissione all'interno di Syriza era stata ventilata già lo scorso 22 luglio dalla portavoce delgoverno Olga Gerovasili la quale aveva detto di non poter escludere un 'divorzio' all'interno del partito in quanto "non è possibile che convivano due pareri contrastanti nello stesso esecutivo". Ed aveva ammesso che una scissione all'interno di Syriza poteva essere inevitabile, date le opinioni radicalmente differenti da quelle del premier espresse da decine di suoi deputati.
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