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Monica Cirinnà: "Sui diritti civili non ci sarà alcun pasticcio. Stiamo vedendo se è possibile trovare situazioni migliorative"
La stepchild adoption è stata criticata con argomenti manifestamente non veritieri. E' come se si criticasse la musica rock perché il volume è troppo alto. La cosa paradossale è che l'argomento è al centro di una trattativa politica che sta generando altri mostri giuridici, come lei stessa ha messo in evidenza. Con queste premesse, fino a quando resisterà alla tentazione di ritirare la sua firma dal testo?
Non ritirerò la mia firma da un testo di legge che assegna nuovi diritti. E il dibattito sul ddl non ha previsto nessun passo indietro rispetto ai diritti previsti. Anzi, la decisione unanime del gruppo dei senatori del Pd è un importante segnale sulla volontà di dare al Paese finalmente una legge che ci riallinei con il resto dei Paesi europei. In questi giorni stiamo vedendo se è possibile trovare soluzioni migliorative, in particolare sulla stepchild. Il confronto e il dialogo sono importanti per scrivere una buona legge

L'eventuale pasticcio potrebbe essere fermato, politicamente, dall'Europa o dalla Corte Costituzionale?
Non ci sarà alcun pasticcio. Lo escludo.

Qualcuno ha paragonato questo passaggio sui diritti civili alla fase della legge sul divorzio. Pensa anche lei che la società civile potrebbe riservare alla politica una sorpresa del genere? E in base a quale argomento?
I riconoscimenti di diritti civili costituiscono per tutti gli Stati democratici un momento storico importante. E' già accaduto, in Italia, per esempio, per il divorzio e l'aborto dove i cittadini hanno indicato che il Paese era più avanti rispetto a chi si opponeva a quelle leggi. Non vedo dove sarebbero queste sorprese. La politica si sta prendendo, giustamente, le proprie responsabilità attraverso l'esercizio del potere legislativo. E lo sta facendo con grande serietà ed equilibrio.

Quali altre battaglie politiche sono da intraprendere per una affermazione piena della "diversità"?
La strada dei diritti è sempre lunga, qualunque sia il grado di sviluppo democratico di un Paese. In Italia, una volta sanato il nostro ritardo in termini di diritti delle coppie same-sex, penso che ancora molto si debba fare, per esempio, per i diritti di donne, minori, portatori di handicap.

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