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Roma Capitale, Tronca vuole privatizzare i nidi e le scuole dell'infanzia. Vuole esercitare in sostanza i pieni poteri del sindaco!
Il Comune di Roma vuole privatizzare gli asili nido. Si solleva subito un coro di critiche, ma il prefetto Tronca sembra voler tirar dritto per la sua strada. E se da una parte, proprio come un politico consumato, cerca di tenere un “basso profilo” sulla vicenda, dall’altra non perde l’occasione di fare alcune sottolineature, come quella che vedrebbe nell'affidamento ai privati: “significativi minori costi” se non addirittura “la possibilità di ampliare i posti disponibili per l’utenza, riducendo le liste di attesa".
Francesco Paolo Tronca, che in teoria avrebbe solo il compito di traghettare l'istituzione comunale fino alle prossime elezioni in primavera, ha tutta l’aria di volersi mettere al lavorare al Bilancio di Roma Capitale, per il quale si prospettano tagli di dieci milioni l’anno. Dal Campidoglio così ci tengono a chiarire che non c'è nulla di deciso, ma che si tratta solo di consigli e previsioni. "Giova segnalare che il documento delinea scenari ipotetici da valutare in sede di redazione del bilancio di previsione – recita una nota- a partire dall’attuale situazione articolata in 209 nidi a gestione diretta pubblica e solo 7 strutture in concessione".
La proposta ha raccolto critiche da destra e a sinistra. Tutte le forze politiche hanno chiesto un confronto urgente con l'autorità commissaria per avere chiarimenti, al pari delle forze sindacali. Sel intanto ha deciso di non aspettare di essere ricevuta, lanciando una mobilitazione per giovedì 7 gennaio alle ore 15.00 in Campidoglio: "Diciamo no alla vendita degli asili nido di Roma Capitale ai privati, diciamo no perché è sempre stato un servizio di eccellenza nella Capitale, diciamo no perché si è lottato e lavorato per rendere il nido pubblico il luogo adatto per accogliere bambini e famiglie col massimo della professionalità e competenza, diciamo no perché le educatrici di Roma Capitale hanno contribuito a fare la storia dei nidi pubblici in Italia".

"La proposta di privatizzazione degli asili nido e di cessione progressiva allo Stato delle scuole dell'infanzia comunali, vedrà la ferma opposizione di USB - si legge in un  comunicato del sindacato di base - e come fatto, già questa estate per impedire il licenziamento di migliaia di precarie, siamo pronti a rimettere le nostre tende in Campidoglio per impedire la svendita dei servizi pubblici essenziali e la perdita di centinaia di posti di lavoro!".
Le delegate di Nidi e Scuole dell'Infanzia di USB di Roma Capitale parlano di un piano di rientro per 180 milioni di euro “che prevede una prima trance di 17 nidi dati in concessione ai privati, nell’ottica di una progressiva privatizzazione dei servizi, aumento delle tariffe per le famiglie e un graduale affidamento delle scuole dell’infanzia allo stato”. E’ ciò che emerge, in sostanza, dal Documento unico di Programmazione 2016/2018. Se la gestione delle scuole comunali dovrà essere completamente statale, i nidi verranno privatizzati. L’elenco dei “primi” da dare in gestione a terzi sarebbe pure pronto: Boccioni (II Municipio); Tor Cervara di via Eneide, Giocolandia di via Montecassiano, Bimbilandia di via Bonifacio e Flora (IV Municipio); Casale Prampolini di via Valente(V); Castelverde di largo Rotello, Ponte di Nona di via Crocco e Villaggio Prenestino di via Montegano (VI); Trafusa, Vivanti e Camboni (IX); Il bruco e la mela di via dei Colli Portuensi, Massimina di via Aquilanti e PortaPortese di via Bettoni (XII), Valcannuta (XIII) e Monsignor Antonino Spina di via San Basilide (XIV). 17 strutture considerate d’impiccio per il bilancio comunale. Eppure i rapporti nazionali sulle città che hanno esternalizzato i servizi educativi parlano chiaro: più la gestione è privata e più i costi salgono."

"Un vero schiaffo in faccia alla città – sottolineano le delegate - all’idea stessa del valore dell’educazione che famiglie e lavoratrici in questi anni hanno rimesso costantemente al centro della politica gestionale, affermando che il futuro delle persone non si decide con il pallottoliere. Uno schiaffo che parla chiaro: la politica spinge i tecnici al lavoro sporco e Roma Capitale taglia sull’educazione. In linea con le tragiche politiche di governo, vedi la buona scuola, ci si libera in un sol colpo della responsabilità sul futuro di migliaia di lavoratrici precarie e di quella di garante di una qualità educativa fin troppo strumentalizzata in tempi di campagna elettorale”.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, ha dichiarato: "Siamo fermamente contrari alle ipotesi di privatizzazione degli asili comunali di Roma Capitale da parte del prefetto Tronca: nessuna privatizzazione e nessun taglio dev'essere fatto sull'educazione e in ogni caso sui servizi per i cittadini e le famiglie. Tronca agisce al di fuori e al di sopra del suo mandato e lo fa con un provvedimento totalmente sbagliato: cosa fare degli asili nido lo decideranno i romani in libere elezioni e non può essere certo deciso attraverso decreti prefettizi. Che il Prefetto si muova sulla linea dell'ex sindaco Marino, non ha alcuna rilevanza: il popolo e non il Prefetto è sovrano".  
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