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"Cervelli in fuga dal buon senso! Basta un Sì agli intellettuali per diventare servi del potere". Intervento di Paolo Andreozzi
Tempo di referendum, tempo di populismi, tempo di ingaggio di intellettuali e celebrità, tempo di appelli firmati e controfirmati.
C'è quello per il SI' sottoscritto da tanta bella gente, che "serenamente e ragionevolmente, e nel pieno rispetto di tutte le posizioni," voterà e voterà Sì. Seguono nomi di pubblici beniamini, in ordine alfabetico. Tra gli altri: Accorsi Stefano, Asti Adriana, Bocelli Andrea, Bolle Roberto, Boni Alessio, Caselli Caterina, Comencini Cristina, Dante Emma, Favino Pierfrancesco, Fiorello Beppe, Fracci Carla, Minaccioni Paola, Orlando Silvio, Ozpetek Ferzan, Placido Michele, Recalcati Massimo, Salvatores Gabriele, Sandrelli Stefania, Sorrentino Paolo, Tamaro Susanna, Tardelli Marco, Virzì Paolo, Zingaretti Luca.
Il motivo principale, recita l'appello scritto da tutti questi conoscitori della Storia e del Diritto, è che "con la trasformazione degli assetti mondiali e delle strutture economiche e sociali, [la nostra Costituzione] non ha potuto impedire che il Paese rimanesse in seguito sempre più bloccato, fino allo stallo totale degli anni più recenti. Per questo il cambiamento della Costituzione è un gesto logico e naturale. Un No metterebbe una pietra tombale su ogni ulteriore possibilità di cambiamento, per anni: anni veloci e cruciali, in cui il mondo andrà avanti per percorsi che non sarà dato inseguire, se rimarremo immersi nello stallo attuale."
Serenamente e ragionevolmente, questi stessi argomenti avrebbero potuto essere la base delle modifiche costituzionali operate su ciò che dalla Repubblica di Weimar si avviava a diventare il Terzo Reich. Così almeno pare a me, in base ai miei studi; ma io non sono un nome vero, e quindi se fior di ballerini, mediani, cantanti, scrittori, attori e registi dicono il contrario, e lo dicono nel rispetto di tutte le posizioni, magari mi sbaglio.
Poi c'è l'appello degli intellettuali per salvare l'Europa dalle derive locali, e da quella più generale di una corrente profonda e trasversale. Firmato da giganti come Daniel Cohn-Bendit, Felipe Gonzales, Wim Wenders e Roberto Saviano.
Dice che "come la Brexit, la vittoria di Donald Trump ancora una volta ci ha colto di sorpresa. Eravamo per lo più convinti che un approccio ragionevole al dibattito politico avrebbe prevalso su un discorso populista. Le radici della Brexit e della vittoria di Trump sono in gran parte le stesse: aumento delle disuguaglianze, ascensore sociale bloccato, paura della perdita di identità moltiplicata per la paura dell’immigrazione di massa, abbandono della questione sociale, sistema educativo e culturale carente, diffidenza verso élite ossessionate per i propri interessi personali e verso istituzioni pubbliche percepite come costose e inefficaci."
E ne deduce che "questi eventi non possono che galvanizzare i populisti del Vecchio Continente, in vista degli appuntamenti elettorali o degli importanti referendum che si terranno nei prossimi mesi in Austria, Italia, Paesi Bassi, Francia e Germania. Ovunque, i partiti moderati sono minacciati. È dunque urgente agire."
Benissimo, dico io. E come propongono di agire, dunque, i giganti, per far fronte al fascismo strisciante nutrito dalla disuguaglianza economica e dalla crisi della democrazia?
Con "la creazione di un Erasmus degli studenti medi; una politica di ricerca e sviluppo (R&S) comune nel campo della difesa; un raddoppio immediato del piano Juncker per gli investimenti; la creazione di liste transnazionali per le prossime elezioni europee."
Al che, letti gli appelli, le firme, e tenuto con sempre più fatica a bada l'impulso di mettere un po' di benzina in una bottiglietta, uno straccio per tappo e miccia, e di uscire così corredato, io senza nome, tanto ragionevolmente a spasso per la mia città, capitale della Repubblica retta ancora da quella Costituzione da buttare nonché metropoli fondatrice di quell'Unione continentale di cui alle proposte suddette gigantesche, metto su un po' di musica e auguro a tutte e tutti buona domenica delle salme.
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