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Roma, domani iniziano gli interrogatori dopo gli arresti degli antifascisti a Magliana. M5S ringrazia i poliziotti
Restano al momento in carcere, in attesa degli interrogatori di garanzia che si svolgeranno domani a partire dalle 9.30 presso il carcere di Regina Coeli, i dieci tra compagne e compagni arrestati sabato pomeriggio dai Carabinieri e dalla Polizia nel quartiere romano della Magliana al termine di una giornata di follia durante la quale la Questura ha permesso ai fascisti di Forza Nuova di sfilare in corteo al grido di ‘Magliana come Goro, via gli stranieri’ caricando invece la contromanifestazione antifascista. I dieci arrestati sono stati rinchiusi in parte a Regina Coeli e in parte nella sezione femminile di Rebibbia. Si contano inoltre 36 denunciati a piede libero.

In mancanza della formalizzazione delle accuse si ipotizza per ora la contestazione agli arrestati e ai denunciati, a vario titolo, dei reati di concorso in devastazione (diverso da ‘devastazione e saccheggio’ ma comunque in grado di permettere all’accusa di mantenere i compagni in carcere), resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, adunata sediziosa.

Dopo aver proceduto già sabato scorso a perquisire e poi sequestrare ed apporre i sigilli al centro sociale Macchia Rossa, dopo che un gruppo di cosiddetti residenti – abitanti del quartiere accompagnati da vari esponenti dell’estrema destra locale e non – aveva approfittato della retata in corso contro gli antifascisti per assaltare e devastare i locali del centro sociale, nelle scorse ore le autorità di pubblica sicurezza hanno proceduto addirittura a murare le entrate temendo forse una rioccupazione.

Mentre in varie dichiarazioni sia Stefano Fassina (Sinistra Italiana) sia esponenti locali di Rifondazione Comunista si schierano dalla parte degli arrestati, di segno opposto la reazione dei dirigenti locali del Movimento 5 Stelle, la cui presa di posizione è assai simile a quella diffusa in queste ore da formazioni di estrema destra come Fratelli d’Italia. Più che esplicita la presa di posizione di Mario Torelli, presidente pentastellato del Municipio che comprende il territorio di Magliana: “Il Municipio che amministriamo, i quartieri che tanto amiamo non sono terra di conquista, né tantomeno terreno di scontro tra opposte fazioni, Magliana compresa. Nonostante questo, oggi nel quartiere in cui vivo si è consumato un atto di vile barbarie che voglio condannare nel modo più duro ed assoluto. Un atto di violenza compiuto da alcuni individui scesi in piazza per manifestare liberamente, anche se non autorizzati dalla Questura, ma che poi si è tramutato in occasione di scontro, occasione per mettere a ferro e a fuoco le strade dei nostri cittadini. Un atto che condanno, ripeto, per il quale sono sicuro le forze dell'ordine riusciranno a fare tutto il possibile per individuare i responsabili e assicurarli alla Giustizia. Ringrazio la Polizia e i cittadini del quartiere Magliana. Io non mi fermo qui”. Alle parole di Torelli fanno eco quelle dei due capogruppo del M5S in Municipio XI e in Comune, Gianluca Martone e Paolo Ferrara: “Condanniamo con forza ogni forma di violenza ancor di più quando viene esercitata nei confronti delle istituzioni e di chi lavora a tutela della legalità – scrivono i due esponenti pentastellati in un comunicato congiunto – È inaccettabile che una occasione di manifestare si tramuti in guerriglia dove si mette a ferro e a fuoco le strade dei nostri cittadini. Ci auguriamo che le forze dell’ordine individuino i responsabili il prima possibile”.

Questa la versione dei fatti del Csoa "Macchia Rossa"

Cosa è realmente successo Sabato 5 Novembre 2016 a Magliana? Molte sono le bugie raccontate sia da diversi giornali, sia alimentate ad arte nel passaparola di quartiere. Occorre rompere questa scia per comprendere le responsabilità di quanto accaduto e riprendere il cammino. Da settimane infatti il quartiere è oggetto di iniziative da parte di diversi gruppi dell'estrema destra romana che soffiano sul fuoco del razzismo, come se questo fosse la soluzione per migliorare le condizioni di vita di chi fatica ad arrivare alla fine del mese, o come se fosse la soluzione per costruire un quartiere migliore. In realtà la destra tratta Magliana come il proprio giardino di casa, per i loro scopi politici, elettorali, affaristici. In questa situazione non si poteva certo rimanere indifferenti all'ennesima provocazione di una manifestazione annunciata dai nazi–fascisti di Forza Nuova per Sabato 5 Novembre. Così all'appuntamento di questo gruppuscolo di provocatori se ne è contrapposto un altro, degli/delle antifascisti/e, degli/delle antirazzisti/e, di chi lotta quotidianamente per cambiare questa città e questo paese. La Questura a parole vieta entrambe le manifestazioni. A parole, perché in realtà permette a Forza Nuova tranquillamente di sfilare, mentre intima alla manifestazione antifascista di non muoversi. Troppa la rabbia per questo affronto, la manifestazione antifascista pretende di potersi muovere. Si accende la contrapposizione con le forze di polizia, il quartiere diviene campo di contesa, ci rimette. La polizia carica ripetutamente gli antifascisti, mette in pratica dei veri e propri rastrellamenti – anche nei negozi – per poter portare via giovanissimi e generosissimi ragazzi e ragazze accorsi per lo sdegno: bilancio oltre 30 fermati, 9 arresti, 40 denunce, da una sola parte. Proprio mentre la polizia si accaniva contro compagni e compagne, un gruppo di fascisti accompagnati da alcuni volti noti avvicinatisi di recente a CasaPound, faceva irruzione nei locali del Centro Sociale. Dopo un tempo lunghissimo in cui queste persone hanno agito indisturbate sotto lo sguardo delle forze dell'ordine, la polizia prendeva possesso del Centro Sociale mettendo i sigilli del sequestro preventivo. Una tela ben organizzata, dentro la quale involontariamente siamo caduti. Questura e fascisti insieme per cercare di allontanare dal quartiere chi lotta a testa alta per un presente diverso. Già alcuni anni fa un'inchiesta dei Carabinieri sostenuta dai fascisti di Alemanno, La Russa e Gramazio allora al governo della città e del paese, tentò di annullare la possibilità di lottare a Magliana con gli arresti di alcuni compagni e una compagna del CSOA Macchia Rossa. Tale montatura è stata sostanzialmente smontata nelle aule del Tribunale ma l'occupazione dell'ex scuola 8 marzo da quel giorno è ridotta a terra di nessuno, fra degrado e sopraffazione. Il Centro Sociale Macchia Rossa esiste a Magliana da oltre 40 anni, dal 1973. Anni in cui si è lottato per un quartiere migliore, soprattutto con il Comitato di Lotta per la Casa, contro gli sfratti e per il diritto all'abitare. Anni in cui si sono attivate una ciclofficina, una palestra popolare. Anni in cui si è lottato per ottenere l'ufficio postale e in tempi più recenti per difendere il consultorio familiare. Non si tratta certo di un luogo estraneo o nemico del quartiere. A chi da fastidio allora il Centro Sociale Macchia Rossa? Forse a chi vuole mettere le mani sul quartiere per scopi elettorali? A chi per molti anni ha fatto bei soldi nella compravendita delle case occupate? A chi vuole gestire la dismissione del patrimonio immobiliare dell'INPS? Ci prendiamo le nostre responsabilità per il fatto che la nostra testardaggine ha contribuito a far vivere al nostro quartiere un brutto, bruttissimo pomeriggio. Ma non siamo disposti a fare un passo indietro rispetto all'arroganza di chi vuole speculare su Magliana e sulle nostre vite. Il quartiere non è come viene presentato, lo sappiamo in tanti e in tante. Amiamo Magliana, amiamo questa città e per questo non rinunciamo a volerla cambiare, senza prendercela con chi sta peggio di noi, ma prendendo di petto chi succhia il sangue di chi ha già dato tutto ed ora può solo riconquistare ciò che gli spetta di diritto: case popolari, scuole e strutture sanitarie efficienti, verde pubblico, spazi e servizi, diritti e vita. 

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