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L'Aquila, niente crocefisso nell'aula consigliare. Bagnasco fattene una ragione e niente invasioni di campo
Non verrà appeso il crocifisso all’interno dell’aula del Consiglio comunale dell’Aquila.

Nell’assemblea di oggi è stato infatti definitivamente bocciato, per 15 voti contrari a 10 favorevoli, l’ordine del giorno del consigliere di Forza Italia Roberto Tinari, che proponeva di posizionare il simbolo cristiano nella sala sulla base di una sentenza del 2011 della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Si è trattato del secondo round dopo che, lo scorso 20 ottobre, il primo tentativo di Tinari era finito 9-9 con una divisione sia nella maggioranza che nella minoranza: la parità aveva bocciato l’istanza ma al tempo stesso consentiva di riproporla ai voti.

A dicembre un gruppo civico chiamato Difendiamolaq, composto da giovani consiglieri di circoscrizione ed esponenti delle associazioni cittadine di centrodestra, senza però simboli, aveva raccolto 829 firme a sostegno della mozione in un banchetto presso un centro commerciale.

Tinari accusa “la complicità di alcuni consigliere di maggioranza come Adriano Durante e Giuliano Di Nicola che l’altra volta avevano votato a favore e oggi contro: ci deve essere stato qualche mutamento, forse perché hanno ottenuto l’assessorato”, passato da Lelio De Santis a Giovanni Cocciante.

“Questi sono valori non barattabili, bisogna pensarla sempre allo stesso modo, non secondo le stagioni e la convenienza - sbotta Tinari - Questi consiglieri vanno dietro le processioni, vanno in chiesa, ma poi non fanno i fatti”.

Nell’attuale aula consiliare, una ex palestra in località Villa Gioia, aperta dal 30 aprile 2013, il crocifisso non ci è mai stato.

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