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Tronca fa la propaganda su affittopoli e intanto non si accorge che i dipendenti del Comune di Roma sono trasferiti in un immobile per il quale si paga un affitto di quasi due milioni di euro. La denuncia di Usb

"Perché Roma Capitale decide di spostare parte del Dipartimento per la Razionalizzazione della Spesa da un immobile di sua proprietà in uno per cui pagherà un affitto di 1.880.000 euro annui?”. E' la domanda di Roberto Gallo, eletto RSU dell’USB al Comune di Roma dopo la pomposa campagna del commissario Tronoca su affittopoli.

Spiega Gallo: “Mentre il Commissario Tronca si adopera per individuare le case di prestigio del Comune affittate a pochi soldi, non si accorge che la società RTL Prelios Integra, che da maggio 2015 si è aggiudicata l'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare di Roma Capitale, fa parte dello stesso gruppo della Prelios RSG alla quale fa capo il fondo Fedora, titolare dell'immobile di via del Tritone 142, dove si intende trasferire quegli uffici del Dipartimento che da 30 anni sono in via Tiburtina 1163”.

Precisa il sindacalista USB: “La scoperta avviene per merito dei dipendenti comunali del Dipartimento per la Razionalizzazione della Spesa i quali, sulla base di atti pubblicati sul sito di Roma Capitale, hanno riscontrato che l’immobile di via del Tritone, utilizzato fino al novembre 2015 dai gruppi consiliari capitolini, è stato affittato con contratto stipulato nel maggio 2015 e valido fino al 2021, per un totale di 11.280.000 euro.

“Fra l'altro questo immobile non è di facile fruibilità da parte del personale (in maggioranza proveniente da fuori Roma) e dell'utenza – osserva Gallo - in quanto del tutto sprovvisto di posti auto e moto, di possibilità di parcheggio e nemmeno di fermata per disabili, in quanto l'entrata si affaccia direttamente sulla corsia preferenziale di via del Tritone”.

“Ci chiediamo con quali criteri di razionalizzazione vengono operate scelte di questo tipo, considerando anche l’incremento al traffico nel centro di Roma. Inoltre tra pochi mesi si renderà necessario trovare una nuova collocazione per i gruppi capitolini, che s'insedieranno dopo le elezioni e che sicuramente non andranno ad occupare il posto lasciato libero in via Tiburtina, ma si trasferiranno in nuovi immobili, probabilmente di prestigio, con ulteriori costi a carico del disastrato bilancio capitolino. Alla luce di questi fatti l’USB proclamerà lo stato di agitazione”, conclude Gallo.

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