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Stop Ttip, la manifestazione spostata al 7 maggio. "Renzi acceso tifoso del trattato Usa-Ue". Intervista (audio) a Monica Di Sisto
La manifestazione contro il Ttip si terrà il 7 maggio, nell'ambito delle mobilitazioni europee, e non più il 16 aprile. La decisione si è resa necessaria per la concomitanza del referendum No Triv che, come noto, si terrà il 17 aprile a causa della decisione del Governo di non voler tenere l'election day. La campagna "Stop Ttip" ha tenuto in questi giorni alcune assemblee macroregionali, al termine delle quali è stata ribadita la volontà di battersi con maggiore determinazione contro il l'accordo tra Usa e Ue, che proprio in questi giorni ha ricevuto un'ulteriore impulso a Bruxelles. 

I due negoziatori hanno confermato che intendono dar vita ad altri due round prima della pausa estiva e tener quindi fede all'impegno di chiudere il loro lavoro entro la fine del 2016. Questo round - hanno spiegato i due nel corso di un conferenza stampa che si è tenuto nei giorni scorsi - è servito ad avvicinare le posizioni degli Usa e dell'Ue in modo da avere tutti i capitolati del negoziato sul tavolo e i testi definiti, tutto in un clima di massimo impegno e trasparenza. Al riguardo, i negoziatori hanno annunciato la pubblicazione imminente delle proposte circa la cooperazione sulla regolamentazione, tema discusso in questi due giorni. Ovviamente nessuno crede ad una vera e propria "desecretazione".

E proprio su questo punto molto delicato, come sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna No Ttip, in questi ultimi giorni e dopo un incontro ufficiale, la presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato di voler fare in modo che i deputati si occupino di più di questa materia andando a visionare direttamente i documenti sul Ttip. (qui l'intervista audio completa)
"In Italia il dibattito su questo tema è basso - dichiara Di Sisto - evidentemente sono più interessati alle varie dispute elettorali".
C'è da aggiungere che da parte del Governo, all'opposto, si è dimostrato un interesse quasi spasmodico, con l'obiettivo di chiudere subito il trattato tra Europa e Stati Uniti. E' forse questa la ragione per la quale Calenda, uomo di Confindustria messo da Renzi a seguire i Ttip, ora è stato promosso, con grande scorno di tutto il personale diplomatico, a rappresentare l'Italia nel consensso europeo. "Il nostro Governo è tra i maggiori tifosi del Ttip. Eppure l'Italia è quella che rischia di più - aggiunge Di Sisto - soprattutto in alcuni settori come quello meccanico e quello agroalimentare".

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