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"Roma non si vende". Oggi in piazza per dare un senso a una campagna elettorale schizofrenica e senza contenuti
Oggi scende in piazza "Roma non si vende" una vasta aggregazione di movimenti, sindacati di base, centri sociali e realtà dell'autorganizzazione, che si sono riuniti in queste settimane intorno alla parola d'ordine per contrastare le scelte autoritarie e anti popolari del prefetto Tronca, che con il DUP (Documento Unico di Programmazione), ipoteca il futuro della città, vincolando le prossime giunte a politiche di rigore, tagli, privatizzazioni, svendita del patrimonio pubblico e attacco agli spazi sociali, al diritto alla casa, al reddito dei lavoratori. L'appuntamento è alle 15.00 nella centralissima piazza Vittorio. 

"Sappiamo però che il DUP di Tronca, non è un "fulmine a ciel sereno", ma solo l'ulteriore (e più grave tappa), di un percorso che ha visto tutte le giunte al governo, sia di centrodestra, sia di centrosinistra, muoversi organicamente sui binari della medesima politica, a difesa dei medesimi interessi, secondo le stesse modalità", si legge in una nota del Prc di Roma.

In una città in cui la politica sembra ormai scomparire e con una campagna elettorale dai tratti surreali e che lascia nell'indifferenza gran parte dei cittadini, a riprendersi la parola è quella parte della città che opera quotidianamente per costruire conflitto e partecipazione, che si è opposta alle politiche di rigore, che ha un'idea diversa dello sviluppo e del futuro di Roma. In questi mesi, sono state tante le battaglia dei vari soggetti sociali che stanno cercando di difendersi con le unghie e con i denti dall'aggressione privatizzatrice al profilo socio-urbanistico, dal "rigore" di Tronca sull'emergenza abitativa, dalla normalizzazione dei lavoratori dei trasporti, dall'onda montante della precarietà, come nel caso della lotta delle maestre e delle educatrici del Comune di Roma, dal degrado delle periferie.


"Il Dup rappresenta bene la gabbia di una città incastrata fra una politica istituzionale clientelare e corrotta incarnata dalle giunte degli ultimi anni, e la trappola dell'obbedienza cieca al patto di stabilit - si legge in un documento del Laboratorio sociale 100celle -. Una gabbia che non lascia spazio alla democrazia, ma che al contrario traduce la fase di eccezionalità, iniziata con Gabrielli a seguito dello scandalo di Mafia Capitale, in fase di normalizzazione dell'era Tronca. Il risultato è una città governata da un gruppo di prefetti i quali, protetti dalla loro veste di "tecnici", hanno il compito di applicare il principio di austerità senza se e senza ma, sancendo la priorità dei vincoli di bilancio rispetto alla garanzia dei diritti fondamentali".
"L'imposizione incondizionata di sacrifici imposti ai lavoratori ed alle lavoratrici delle aziende partecipate di Roma Capitale - continua - con il conseguente blocco della contrattazione, le minacce di inutili privatizzazioni con contestuale licenziamento di migliaia di lavoratori precari come nel caso di educatrici, maestre, lavoratori dell'accoglienza e dei canili comunali, il lavoro notturno non più retribuito, la negazione sia del riconoscimento della clausola di salvaguardia sociale che l'accesso alla cassa integrazione sono gli esempi più lampanti della pericolosa precipitazione della gestione Tronca. Tutti ciò mentre nello stesso DUP si certifica una carenza di personale pari ad 8.000 unità e gli organi di stampa conducono una campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori capitolini, ATAC ed AMA in primis, tacciandoli di "fannullaggine".

Tanti fronti aperti, quindi, che trasformeranno il marciume di una campagna elettorale basata su "gravidanze", "primarie col trucco" e "signor nessuno" solo se saranno in grado di costruire un percorso unitario di lotta. E sembra che da oggi le premesse ci siano tutte. 

 

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