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"Sinistra per Roma" si presenta. Fassina: "Il vero nemico da battere è la fuga dal voto"
L'area dibattiti di piazza Re di Roma non è piccola. Ieri è stata il teatro, ben riempito, della presentazione della lista a sostegno del cndidato sindaco al Campidoglio Stefano Fassina, "Sinistra per Roma". Forse è stato facile, considerato che ieri la Capitale è stata attraversata da altre tre iniziative di piazza. O forse si è trattato davvero di un moto di reazione spontaneo e caloroso alla brutta piega che va prendendo la corsa elettorale  Roma. Da una parte la stragrande maggioranza dei candidati che "parla d'altro" girando la testa a un tessuto sociale martoriato da povertà, taglio dei servizi, emergenza abitativa, mancanza di lavoro, rifiuti dilaganti. Dall'altra, la possibilità che a partecipare al voto ci vada una minoranza. I numeri che circolano parlano di un astensionismo che si avvicina sempre di più al 50% dell'elettorato.

E' proprio da lì che comincia il suo intervento Fassina, mettendo quindi in secondo piano la "pericolosità" degli altri candidati. Il vero nemico da battere è che la gente rinunci al sogno di cambiare questa città. Ed è in questo che Sinistra per Roma può svolgere un ruolo. Basta ascoltare gli altri candidati della lista, Fabio Alberti, piuttosto che Sndro Medici, o Andrea De Innocentis, candidato presidente al VII Municipio, per capire come la formula per restituire un'anima a questa città, flagellata dai poteri forti, e da conventicole di rampolli più o meno in affari con questo o con quello che non hanno passato nemmeno un attimo della loro vita a contatto con i problemi reali della città, sia la partecipazione. Un progetto di lunga durata, l'altro punto emerso dall'intervento di Fassina, che comincia a traguardare anche il dopo "5 giugno". Non basta schioccare le dita per riportare i quartieri lla mobilitazione, come non si stanca di ripetere Fassina. Contro i "ragazzi-copertina" messi insieme da Giachetti-nessuno, Marchini-piacione, Raggi-pozzo di scienza, e Meloni-wonderwoman, ci vuole ben ltro che un voto nell'urna. Questi sono scatenati a non farsi sfuggire l'occasione unica rappresentata dalla scarsa affluenza alle urne.  Roma, tra poco, cammineranno gli storpi e vedranno i ciechi. E' questo il miracolo di Mafia-Capitale, di cui nessuno, ovviamente parla. Ed è per questo che tra i candidati e i loro sottoposti si sta scatenando in questi giorni più che una competizione elettorale una caccia al voto porta-a-porta. Si sottopongono ad estenuenti tour de force pur di essere presenti a qualsiasi assemblea o assembramento. Un'impresa impossibile in tornate elettorali in cui la massa di schede depositate nell'urna travolgerebbe qualsiasi lavoro di formichina. I programmi? Importano poco. Come sottolinea Fassina dal palco, tanto "sono il frutto di società di consulenza". 

Ma per tornare a Fassina, il suo è stato un intervento "energetico" in cui il candidato sindaco ha dimostrato una bella e importante voglia di vincere. E non è poco considerando la forte frammentazione della sinistra a Roma. Tuttavia, la quasi totale assenza di Sel non è passata inosservata. Ce la faremo a diventare una "comunità" come pretende Fassina? La "meglio Roma" come la definisce lui stesso, dovrà fare qualche sforzo concreto. Cominciando a pensarsi come un progetto e non come "un scadenza". E poi mettendo nel conto che il ventaglio delle lotte da mettere in cantiere dovrà essere variegato. Fassina cita a mo' di esempio, l'iniziativa che Libera sta portando avanti contro le "slot machine". E' stato individuato un "covo" dove ne hanno contate quasi mille. La domanda è d'obbligo: "Che città si va profilando", mentre noi continuiamo a parlare di formule politiche?
A "dividere il Mar Rosso" ci pensa Dario Vassallo, fratello di quel sindaco-pescatore che la criminalità uccise qualche anno fa proprio perché non voleva stare ai giochi dei poteri forti, alcuni dei quali passavano per il Pd: "Se farete l'accordo con il Pd diventerete nemici". Come dargli torto? Gli fa eco Fabio Alberti. "Non simo qui per appoggiare qulcuno - dice -. Abbiamo il compito di ricostruire la sinistra". 

Qui l'intervista a Fabio Alberti


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