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"Sinistra per Roma" rischia di non poter partecipare alle elezioni comunali. Irregolari la metà dei moduli delle firme raccolte
Settecento firme, su circa 1.300, senza l'indicazione della data in cui sono state registrate. Un "svista" se così la possiamo chiamare, che in altre occasioni ha dato luogo a procedimenti giudiziari per firme false. Sarà difficile, quindi, per la lista "Sinistra per Roma" cavarsela. Domattina c'è già l'appuntamento dall'avvocato per studiare gli estremi del ricorso, ma il clima è di grande arrabbiatura. Le speranze sono oggettivamente ridotte al lumicino. Come è stato possibile fare un errore così grossolano? La metà delle firme che non hanno la data non passano inosservate. E le fasi di "osservazione" sono ben due. C'è da dire che i responsabili della supervisione e della presentazione delle firme appartengono a Sel. A loro era stata affidata la regia dell'operazione. Anche grazie al supporto di una vice-presidente di Municipio, Carla Corciulo. Bocche cucite sui nomi, per il momento.

Questo il commento di Stefano Fassina: "Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla
competizione per Roma. Si tratta di una decisione che, se fosse confermata, alterebbe pesantemente l'esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere".

Sulla vicenda si è espresso anche Marco Miccoli, che in un post su Facebook h dichiarato: "Solidarieta' e vicinanza a tutte e tutti i candidati delle liste di Sinistra Italiana. Seppur dentro una battaglia politica accesa, ed in presenza di differenti opinioni, la' dentro c'e' un pezzo importante della sinistra di questa citta' di cui mi sento parte. Spero che il ricorso venga accolto". 
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