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Caso Regeni, l'urgenza di una commissione d'inchiesta parlamentare
Una commissione d'inchiesta del Parlamento italiano sul caso Regeni che contribuisca a fare luce sull'omicidio, sui depistaggi, e dia un contributo alla verita' e alla giustizia che la famiglia e tutta Italia pretendono. E' quanto chiede Sinistra Italiana con una proposta di legge che verra' depositata nei prossimi giorni.
Sul caso di Regeni continua a dare il suo contributo anche Amnesty international, che nelle scorse settimane ha anche sottolineato i tanti fili di interessi comuni tra Italia ed Egitto, come il commercio delle armi. 
"Abbiamo sempre detto che il contesto in cui deve essere ricercata la verita' per Giulio e' quello della situazione tragica delle violazioni dei diritti umani che c'e' a Il Cairo. Che Giulio fosse oggetto di attenzione da parte dei servizi egiziani e' un fatto emerso in piu' circostanze. I documenti trapelati attraverso l'ambasciata italiana a Berna ci parlano di uno scontro tra servizi nel quale Giulio sarebbe finito in mezzo, io non credo che sia andata proprio cosi'", dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international
Italia, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell'universita' Niccolo' Cusano (www.unicusano.it).
"Giulio e' stato preso di mira dalle istituzioni del Cairo - ha spiegato- dunque poco importa se e' stato vittima di uno scontro tra servizi, che comunque fanno parte della stessa istituzione: lo Stato egiziano. Ha fatto bene la famiglia Regeni a pretendere che sia la Procura del Cairo a dire se queste sono piste verosimili o vanno scartate. Ovviamente chiederlo alla Procura del Cairo non ci da' la certezza di avere una risposta. Non stiamo parlando di servizi deviati che lavorano contro lo Stato, lo scenario e' quello di servizi, civile il primo, militare il secondo, che sono in contrasto per un motivo di leadership, ma che fanno capo allo Stato. Puo' accadere che il presidente che sta in mezzo abbia difficolta' a prendere una parte e sia sotto ostaggio da una parte dell'uno o dell'altro e questo contribuirebbe ad allontanarci dalla verita'". 

Sul caso Regeni c'è da chiarire anche il ruolo dell'Università di Cambridge, che è risultato essere un punto di riferimento accademico nel corso della permanenza di Regeni in Egitto. Il capogruppo del M5s al Senato Stefano Lucidi, membro della commissione Esteri, sottolinea che da tre mesi, con una interrogazione al ministro degli Esteri, ha chiesto le modalita' con cui l'Universita' di Cambridge avrebbe gestito la permanenza di Giulio Regeni in Egitto. E quali siano state le eventuali autorizzazioni emesse e le procedure diplomatiche seguite, anche relativamente all'aspetto assicurativo. "Abbiamo chiesto anche - insiste - quali siano le fonti economiche che avrebbero consentito a Regeni il sostentamento durante la sua permanenza in Egitto. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta". 
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