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Fassina, il cuore oltre gli ostacoli. Chiusura della campagna elettorale in festa a Centocelle nella radice popolare di Roma
Alla fine tutti sul palco a cantare "Bella Ciao". La chiusura della campagna elettorale di Stefano Fassina, in una affollatissima piazza delle Gardenie, è stata innanzitutto una bella festa. In uno dei cuori popolari di Roma, quello di Centocelle, un tempo teatro di antagonismo radicale e di lotte di massa, Sinistra per Roma ha provato a darsi un tono all'altezza della sfida gettando il cuore oltre l'ostacolo. L'ostacolo delle divisioni interne, con una parte di Sel che, contemporaneamente chiudeva la campagna elettorale in un'altra zona della città. L'ostacolo di un astensionismo che, stando ai sondaggi, sta davvero rimescolando le carte della politica. Risultato, non c'è un candidato in grado di prendere sul serio in mano la situazione. Il tono bassissimo della campagna elettorale ha spento gli entusiasmi anche intorno al Movimento 5 Stelle. Insomma, i nodi stanno venendo dal pettine.

E' per questo che tutto il discorso di Fassina fa leva sulla "rimotivazione" dell'anima popolare della città. Non ci sono le lotte, va bene, ma a vedere i numeri la città sta toccando il punto più basso per quanto riguarda le condizioni sociali. Come reagirà la gente? Fuga dal voto o protesta? Fassina si tiene lontano dalle fumose formule della politica, visto che il suo pacchetto di voti farebbe gola a molti. Niente voti utili, quindi. E punta dritto al nodo: Roma ha bisogno di un respiro ampio. Roma ha bisogno di futuro. E sono gli stessi bisogni della sinistra alternativa. E' possibile far coincidere i due percorsi prima che la città rompi definitivamente con il passato? E' stato ripetuto come un mantra che il 5 giugno sarà il primo tempo di una partita di un programma strategico. Il no al debito è il mattoncino per una rete di alleanze che da Roma potrebbe abbracciare altre città italiane ed anche europee. Ristrutturazione del bilancio di Roma Capitale ricontrattando con Cassa depositi e prestiti, quindi, e risorse da liberare per interventi sociale come il taglio dell'Irpef alle famiglie povere e meno Tari per le piccole attività artigianali. E poi investimenti per la cultura. Ovviamente, niente privatizzazione di Acea e strada sbarrata alla precarizzazione, perché "la dignità del lavoro rimane un punto imprenscindibile. 
In piazza, a garanzia di tutto, la presenza di Paolo Ferrero e Nicola Fratoianni. Negli interventi dei vari candidati nei municipi e nella lista per il Consiglio comunale esce fuori tutto il perimetro di un laboratorio fatto di mille idee e tanti coinvolgimenti, soprattutto dei giovani, quella generazione tra i 25 e i 45 anni, come sottolinea Stefano Veglianti, esclusa da tutto e da tutti e che può fare la differenza per la rinascita di questa città. Sul palco anche Dario Vassallo, fratello del sindaco-pescatore ucciso dalla criminalità organizzata, che ha parlato di bellezza. "La bellezza è progettare un sogno".

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