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"Spagna, l’opportunismo elettorale è tipico della piccola borghesia". Intervento di Teodoro Nelson
Il fallimento di Unidos Podemos, in quanto alle sue cause interne, può essere compreso in tre punti:
1. La storica tendenza alla moderazione della sinistra. Come gli eurocomunisti che, a suo tempo, confermarono la tendenza sorta dal Partito Socialdemocratico tedesco nella Seconda Internazionale. Socialisti a parole e capitalisti di fatto, accettano il sistema e le grandi linee dell’oligarchia capitalista.
Podemos ha iniziato questa moderazione molto tempo addietro, riciclando i simboli di Izquierda Unida, un partito già di per sé riformista, che ha messo fine al vecchio PCE. Questa deriva è stata ancora più forte nella campagna elettorale per il 26 giugno, nella quale si riaffermavano ancora e ancora socialdemocratici e abbiamo persino potuto vedere un Pablo Iglesias lodare Zapatero.

Invece di attrarre gli elettori moderati, hanno perso importanti appoggi da sinistra; lo steso è accaduto agli eurocomunisti che, accettando il parlamentarismo e l’elettoralismo borghese, hanno sottoscritto la loro scomparsa dal panorama politico e, anche quando arrivano ad essere maggioranza, come in Grecia, si vedono obbligati ad imporre le misure neoliberiste.

Il voto moderato non ha svoltato verso Podemos e, allo stesso tempo, si è perduto il voto radicale; ciò è conseguenza immediata dell’abbandono di ogni ideologia, il che provoca lo sviluppo dell’opportunismo elettorale (a questo serve)e la conseguente perdita degli appoggi consolidati tra le masse. Questo è il grande errore storico della sinistra europea, che non può affrontare un capitalismo che cerca solo di amministrare. Questo “giacobinismo” è molto tipico della piccola borghesia; di fronte alla campagna anticomunista del PP, Unidos Podemos non ha adottato un atteggiamento fermo, ma si è messo sulla difensiva.

A quanto sopra, dobbiamo aggiungere anche l’abbandono delle mobilitazioni; questo è fondamentale, poiché l’obbiettivo di manifestazioni e scioperi è attivare il riflesso delle masse ed evitare l’alienazione continua del corporativismo mediatico. Osservare che con Podemos si sono paralizzate le lotte nelle piazze è fondamentale per comprendere il motivo per il quale questa formazione ha spazio sulle grandi emittenti televisive private.

2. L’umiliazione di Izquierda Unida: invece di formare una coalizione ugualitaria e promuovere la tattica partitica del fronte, si è continuamente ignorato questo partito, trattandolo come uno qualsiasi delle diverse confluenze e lasciando tutto al ruolo televisivo di Podemos. Il quinto posto in lista di Garzón o l’imposizione del generale della NATO Julio Rodríguez come testa di lista ad Almería sono solo alcuni esempi, per non parlare della chiusura della campagna elettorale con la bandiera monarchica. Il milione e rotti di voti perduti ha molto a che vedere con la posizione di Izquierda Unida nel movimento; sono state le masse più radicali di entrambi i partiti a determinare la sconfitta della coalizione, frutto dell’abbandono totale di posizioni si Unidos Podemos; anche l’assenza di misure attrattive ha influito.

3. Il centralismo. Le “franchigie” elettorali e di partito nelle diverse località hanno portato a candidati estranei al territorio imposti dai partiti ed alla presentazione di molti mediocri che avevano solo il compito di portare la bandiera di partito; questo a portato alla perdita di voti in molte zone a causa del rifiuto verso candidati rimbalzati dalla “vecchia” politica. Esempio di ciò è la giudice Rosell nella circoscrizione delle Isole Canarie. Questo centralismo è sia una forma di opportunismo, sia una via antidemocratica. L’abbandono o la moderazione dell’ideologia fanno sì che il potere interno dipenda dalle camarille personali e non dalla lotta tra le idee in seno al partito; compaiono così leader artificiali in base alla loro influenza all’interno dell’organizzazione e non leader naturali che nascono dal dibattito.

Ancora una volta, il coraggio inizia dall’ideologia: abbandonare la propria è accettare quella del nemico; amministrare il potere del nemico è convertirsi nel suo servitore; giocare con i pezzi (elettoralismo e mediatizzazione) del nemico è accettare le sue regole. Podemos ha commesso, ancora una volta, il grande errore della sinistra europea: vendere le sue idee in cambio di qualche voto che non arriva mai e pare che le parole di Errejon (portavoce di Podemos, N.d.T.), che attribuisce la colpa del fallimento alla coalizione con Izquierda Unida, non fanno che confermare questa tendenza; Errejon si vede intrappolato, non potendo continuare a moderarsi, non annichilendo sé stesso e compiere la sua funzione di servire il PSOE per salire ai piani alti.
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