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Dosio, Locatelli (Prc): "Un provvedimento che ha il sentore di vendetta e persecuzione"
La decisione odierna del Tribunale ordinario di Torino di disporre l’aggravamento del regime cautelare a carico di Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav, ha il sentore di una misura vendicativa e persecutoria. Nicoletta è stata incolpata ad un anno di distanza – lo stesso è accaduto per una ventina No Tav - di aver danneggiato le reti che circondano il cantiere Tav di Chiomonte a conclusione di una manifestazione popolare. Un atto di protesta trattato dalla Magistratura alla stregua di un atto criminale. Da qui il rifiuto di Nicoletta, motivato pubblicamente, di adempiere all’obbligo di firma disposto dal Tribunale. Un atto coraggioso di disobbedienza civile nei cui confronti il Tribunale di Torino non ha trovato di meglio che rincarare la dose, disponendo l’obbligo di dimora nel comune di Bussoleno e il non allontanamento dalla propria residenza dalle ore 18 alle ore 8 di ogni giorno. La motivazione? Quella di trovarsi di fronte ad “una personalità estremamente negativa, intollerante delle regole e priva del minimo spirito collaborativo”. Rifondazione Comunista esprime tutta la sua vicinanza a Nicoletta e a tutti gli attivisti No Tav. Le regole vanno rispettate quando sono regole, per l’appunto, non angherie. Al Tribunale di Torino chiediamo di ritrattare un provvedimento che sembra dettato da mania persecutoria, da un clima da caccia alle streghe, più che da ragioni cautelari. Basta con la criminalizzazione del movimento No Tav!
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