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"E' la marea xenofoba che la sinistra deve fronteggiare. Il bla bla sulle alchimie politiche ormai lasciano il tempo che trovano". Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
Fine estate , inizio autunno 2017: numerosi fatti di cronaca documentano presidi popolari contro gli immigrati, proteste cavalcate da fascisti e gruppi di estrema destra insinuatisi, con sempre maggiore facilità, nelle maglie della crisi sociale.

Se la stampa borghese si accorge, e documenta, dei rigurgiti fascisti e della loro presa sociale, in buona parte della sinistra radicale (o di quanto ne resta) il problema non viene sentito. Eccetto qualche realtà, nulla si muove.

Non ci sono solo le grandi città ma anche i centri piccoli dove si organizzano ronde contro i migranti o presidi per impedire a famiglie migranti (magari da decenni in Italia e perfettamente integrate) di entrare in una casa popolare avendone diritto in base a graduatorie stilate dagli uffici pubblici.

Diciamocelo chiaramente: è facile cavalcare la crisi sociale e politica quando hai alleate almeno due emittenti nazionali che ogni giorno si collegano da qualche piazza italiana manipolando e indirizzando il malessere contro i migranti. Una bugia sapientemente ripetuta ogni giorno, e ben confezionata, diventa verità assoluta ripetuta e trasmessa da migliaia di persone, amplificata dai social, diventa in breve tempo un luogo comune .

Ma anche a sinistra, eccetto pochi, nulla si fa per invertire la tendenza, ci si appella alla costituzione antifascista, si chiama in ballo l'Arci (ma dai circoli non dovevano sparire le slot ?) o qualche prete ma alla fine si recita un copione autoreferenziale, non si sta dentro le contraddizioni reali, non si opera socialmente e politicamente nei quartieri, non ci si sporca le mani con i problemi reali e , a quel punto, i predicatori xenofobi hanno facile presa perchè individuano il primo obiettivo contro cui accanirsi, chi sta peggio di te, sia immigrato, rom, occupante di casa, lavoratore precario poco importa, basta che sia l'ultimo.

Mi è capitato di sentire un autorevole attivista antirazzista toscano parlare del quartiere limitrofo alla stazione , ho davanti ai miei occhi una immagine speculare ai gruppi di destra perchè se arriviamo a negare l'esistenza del degrado si fa solo il loro gioco.

Voglio spiegarmi bene per non essere travisato; un quartiere' con interi palazzi murati per impedirne l'occupazione, il valore catastale crollato ma la politica miope dell'amministrazione Pd che non sceglie la strada della requisizione.

Garages, fondi affittati a negozi etnici aperti quasi 24 ore al giorno,difficoltà di parcheggio per residenti spingono molti a spostarsi altrove, furti di biciclette e motorini pressochè quotidiani e decine di nulla facenti, autoctoni e no, attorno alla sala corse e a un paio di bar. dalle 9 del mattino a tarda sera. Il divieto della vendita di alcool dopo una certa ora viene salutato con favore anche dai negozianti della zona.

La risposta del Sindaci si traduce in qualche ordinanza sul modello Padano, le ordinanze sono una risposta securitaria che socialmente non funziona se non per alzare la asticella della repressione.

Le associazioni antirazziste sono avulse dal territorio, magari sorgono nel quartiere ma non si sognano neanche di interagire con il resto della città specie se hanno avuto qualche accreditamento in Comune, se viene riconosciuto il loro ruolo istituzionale.

Al di là di qualche articolo , la sinistra del bla bla non riesce neppure a sviluppare un ragionamento alternativo, si limita a qualche progetto urbanistico (magari validissimo) ma senza preoccuparsi di farlo vivere, e sostenere, nel corpo sociale. Eppure un progetto di città diversa dovrebbe dare vita anche a iniziative sociali , a presenze effettive nel quaritere, a gruppi di cittadini attivi che organizzano iniziative concrete e magari prendono anche posizione contro lo spaccio che è sotto gli occhi di tutti.

E invece? Silenzio assoluto sulle ronde, associazioni migranti silenti a braccetto con il Sindaco (eppure sono i loro fratelli e sorelle le prime vittime delle ordinanze securitarie) , altre realtà a negare i problemi che sono sotto gli occhi di tutti e taciuti portano solo consenso alla estrema destra, nessuna occupazione di immobili sfitti perchè si ha la certezza dello sgombero immediato, nessuna presenza effettiva nel quartiere, scomparso l'associazionismo.

Gli scenari appena descritti sono sempre piu' diffusi , dimostrano la inutilità di praticbe politiche e culturali non solo incapaci di fronteggiare la marea xenofoba ma , con il loro perbenismo, finiscono con il regalare settori sociali subalterni alla propaganda di destra che ha ormai facile e immediata presa.

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