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"Arrosatellum". La mossa audace sulla legge elettorale rischia di "arrostire" in un colpo solo Gentiloni e il Paese. Si torna agli anni bui Renzi-Berlusconi. Oggi grande raduno popolare sotto Montecitorio. Per M5S l'ordine è quello di andare tutti a Roma. Prc: "Forzatura indecente"
«Manifesteremo oggi contro questa forzatura indecente, che ha come "degni" precedenti la legge Acerbo del 1923, la legge truffa del 1953, e l'Italicum. Il voto di fiducia per approvare una legge incostituzionale è una procedura in violazione dell'articolo 72 della Costituzione. Per questo serve la più larga mobilitazione, per difendere la Carta costituzionale e la democrazia». Così il Prc in una breve nota in cui chiama a raccolta i suoi militanti per tentare di fermare il Rosatellum e la questione di fiducia messa in campo da Gentiloni (appuntamento a Montecitorio).

Oggi a Montecitorio è prevista una vera e propria protesta di massa. Ci sarà anche il Movimento 5 Stelle e altri pezzi della sinistra e del Centrosinistra come SI, Mdp, Possibile. Senza parlare delle numerose che in questi mesi hanno dato vita all'opposizione della società civile contro le "riforme" renziane di Costituzione e legge elettorale. E che hanno fatto la differenza lo scorso 4 dicembre. 

«Mettere la fiducia per costringere il parlamento a votare la legge elettorale è un atto di eccezionale gravità», dichiara Alfiero Grandi, vice presidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale, l'associazione nata dalla fusione del Comitato per il No e del Comitato contro l'Italicum.

Secondo Grandi, vuol dire innanzitutto «che la maggioranza parlamentare tanto decantata forse non c'è e governo e maggioranza pensano di risolvere la difficoltà con un atto di imposizione come è il voto di fiducia. Si sta riproponendo lo scenario autoritario dell'approvazione dell'Italicum. Si ripropone in modo ancora più negativo un atteggiamento di spregio verso il ruolo del parlamento che anticipa quel che accadrà dopo le elezioni, se questa legge elettorale dovesse andare in porto».

“Saranno due giorni duri in aula”, dice Luigi Di Maio. "Lo dico ai nostri consiglieri regionali, europarlamentari, sindaci, consiglieri comunali, attivisti e a tutti i cittadini che amano questo paese: lasciate quello che state facendo e raggiungeteci, forza“.

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