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Giappone, le tre maree montanti del partito comunista giapponese nelle elezioni politiche anticipate
Oggi si vota per le elezioni politiche anticipate in Giappone per rinnovare la Camera dei Rappresentanti, la camera bassa del Parlamento giapponese. Dopo il successo a Tokyo di questa estate, il Partito comunista ha la chance di guidare l’opposizione. Con la mano tesa agli epurati democratici e ai movimenti di sinistra. La competizione elettorale vede la partecipazione di ben otto partiti, in corsa per ottenere 465 seggi. Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati dall’emittente televisiva Nhk, il partito del primo ministro resta favorito.

Per il Partito comunista giapponese quella in corso è una campagna elettorale storica. Sul Partito grava la responsabilità di reggere la bandiera della sinistra giapponese dopo la dissoluzione del Partito democratico, che era stato fino ad ora la principale forza di opposizione del paese.

Dopo la dissoluzione del Pd, il Partito comunista ha scelto di sostenere i candidati rifiutati dalla sindaca di Tokyo, Koike, nei collegi uninominali, portando così avanti la politica di unità delle opposizioni e dei movimenti.

Il fronte comune è frutto anche del paziente e pragmatico lavoro degli ultimi anni dell’Alleanza Civica per la pace e il costituzionalismo, un gruppo di associazioni e movimenti che punta proprio ad allargare la partecipazione elettorale e ad avvicinare i partiti di sinistra in una piattaforma comune.

Per i leader dell’Alleanza il ruolo dell’astensionismo, da anni vicino al 50%, sarebbe stato determinante nelle vittorie del Partito liberaldemocratico dal 2012 in poi.

Il motto del partito comunista al congresso di gennaio era stato di trasformare le «tre ondate di avanzamento» in una «corrente in piena», riferimento questo all’aumento progressivo di voti ottenuto nelle tre passate elezioni.

Poi è arrivata l’estate con il successo oltre le aspettative e ora la chance di guidare l’opposizione con la mano tesa agli alleati. La marea sembra montante.

Il Partito Comunista Giapponese, nella campagna elettorale di questa estate, ha focalizzato la propria iniziativa su 5 temi: opposizione all’aumento della tassa sui consumi, contrasto alla cosiddetta Abenomics (la politica economica del primo ministro conservatore Abe), la pace, opposizione all’energia nucleare e per un’isola di Okinawa libera dalle basi USA. Inoltre si è battuto per l’abolizione del sistema di finanziamento pubblico dei partiti politici.

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