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Legge sulle intercettazioni, intervista (audio) a Simona Zecchi, giornalista d'inchiesta: "Con questo testo facciamo un passo indietro di quaranta anni"
Simona Zecchi è autrice di un libro-inchiesta dal titolo molto esemplificativo "Pasolini, massacro di un poeta". Grazie al suo paziente lavoro di ricerca e di studio Zecchi è riuscita a mettere in discussione gran parte delle "acquisizioni" storiche e processuali sul caso Pasolini. In questa intervista (clicca qui per ascoltare), Zecchi sottolinea come la legge in discusisone presso il Parlamento italiano rischia di riportare la situazione a quaranta anni fa, con grave danno proprio per le inchieste giornalistiche. 
Su questo ed altri nodi che stanno facendo della libertà di informazione uno slogan "fuori moda" la stessa Fnsi e l'Ordine dei giornalisti saranno sotto le finestre di Montecitorio il prossimo 22 novembre. 
Molto eloquente le parole usate in una nota per diffondere la scadenza: "Una legislatura che si era aperta con l’impegno di depenalizzare il reato di diffamazione, cancellando il carcere per i giornalisti, si avvia alla chiusura senza alcun passo in avanti e con il tentativo di introdurre un’altra pena detentiva, fino a tre anni, in caso di pubblicazione di materiale coperto da segreto, giudicato irrilevante sotto il profilo penale. Con questa norma, contenuta nel decreto legislativo approvato dal governo, su proposta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e inviato alle Camere per i pareri di competenza, "si prova a introdurre una forma di bavaglio - si legge in un comunicato di Fnsi - in barba a tutte disposizioni della Corte europea dei diritti dell’Uomo, che ha più volte riconosciuto il diritto dei giornalisti a pubblicare notizie di interesse generale e di rilevanza sociale, anche se coperte da segreto".
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