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Colombia, il processo di pace e lo sradicamento delle piantagioni di coca. La stretta di Santos sotto l'egida delle organizzazioni internazionali
Il Senato colombiano ha approvato il Sistema integrale di verità, giustizia, riparazione e non ripetizione (Sivjrnr). Si tratta dei tribunali speciali integrati nella Corte speciale per la pace (Pec) che saranno chiamati a indagare, perseguire, giudicare e punire le gravi violazioni dei diritti umani e di diritto internazionale umanitario nel contesto dell’accordo di pace tra governo e Farc. Il compito di questo tribunale, che ha come interesse la tutela delle vittime del conflitto armato, è quello di soddisfare e proteggere i loro diritti davanti alla giustizia, fornire la verità alla società colombiana, ricercare persone scomparse e riparare ai danni portati alle comunità e ai territori.
Nell’ambito dei poteri del tribunale sono stati approvati anche i passaggi relativi al momento strettamente legato alla consegna delle armi da parte dei guerriglieri alle autorità delle Nazioni unite. Infine, su suggerimento dell’ufficio del procuratore generale, viene determinata la legge che regola il trattamento penale differente per chi decide di eliminare volontariamente le coltivazioni illecite di coca, che passa di fatto l’indagine e l’eventuale perseguimento dei crimini di conservazione e di finanziamento piantagione a un giudice ordinario. Intanto, il messaggio che arriva dal Presidente Juan Manuel Santos e' chiaro, l'obiettivo del governo e' di eradicare non meno di 100 mila ettari di colture illecite sottolineando che tale compito sara' affidato al "nostro prossimo vice presidente, il generale Oscar Naranjo".

Per Santos, come scrivono le principali testate colombiane, tale cifra si raggiungera' nei prossimi mesi sradicando forzatamente circa 50mila ettari mentre i restanti 50mila si ricaveranno da eradicazione volontaria e in linea con gli accordi di pace.
Allo stesso tempo il Presidente colombiano ha espresso la sua preoccupazione per l'aumento delle coltivazioni di coca, che nel paese "queste possono essere spiegate da vari motivi ma non significa che abbiamo abbassato la guardia". Nel corso del 2016
infatti le autorita' hanno sequestrato 380 tonnellate di cocaina, una "cifra storica", estradando quasi 1.200 persone per reati legati al traffico di droga, "abbiamo fatto piu' di ogni altro governo" ha precisato Santos. Che. Tuttavia, ha evidenziato che "nonostante tutti gli sforzi e i sacrifici rimaniamo il primo esportatore di cocaina nel mondo".

Il Presidente colombiano si e' detto certo che la situazione cambiera' perche' grazie all'accordo con le Farc si potranno raggiungere territori inaccessibili offrendo una vera e propria alternativa ai coltivatori di coca. Questo contesto, secondo Santos, offre al paese ha una grande opportunita' per attaccare con piu' forza ed efficacia il traffico di droga che ha alimentato la violenza e la corruzione in Colombia. La volonta' del governo nella lotta alle coltivazioni illecite e' stata ribadita anche da due alti esponenti dell'esecutivo, la ministra degli esteri Angela Holguin e l'alto consigliere per il post conflitto Rafael Pardo che al vertice che si e' svolto a Vienna lunedi' contro gli stupefacenti organizzato dall'Unodc, l'ufficio delle Nazioni unite per la Lotta contro la droga e il crimine, hanno illustrato il piano per la lotta alle coltivazioni illecite. Dal canto suo il presidente dell'Unodc, Yury Fedotv, ha confermato il suo sostegno annunciando un dispiegamento straordinario di funzionari della sua agenzia sul territorio per colombiano per appoggiare l'azione dell'esecutivo.
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