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Mafia, scritte intimidatorie sui muri di Locri. Prc: "La mafia è una montagna di merda. Solidarietà a don Ciotti a Libera"
La giornata delle vittime della mafia è stata "sottolineata" a Locri da scritte intimidatorie comparse sui muri nottetempo.  
"La mia solidarietà a don Ciotti, che da sempre, con Libera, lavora in modo esemplare per diffondere la cultura della legalità, e a tutte le persone che a Locri, in particolare, ma in tutto il Paese ogni giorno combattono contro le mafie", si legge in una nota a firma di Paolo Ferrero. Le scritte comparse sui muri di Locri "sono solo un atto vile - aggiunge - che però va denunciato con forza. Noi come il compagno Peppino Impastato continuiamo a pensare che la mafia è una montagna di merda".

"Piena solidarieta'" a don Luigi Ciotti, al Vescovo di Locri, ai volontari di Libera e soprattutto a tutti i familiari delle vittime di mafia, arriva da Rosy Bindi. Sono loro, infatti, "i veri bersagli di un messaggio chiaramente intimidatorio. Quella scritta e' molto inquietante, perche' compare il giorno dopo le parole del presidente Mattarella che ha rivolto un forte richiamo all'impegno di tutti e a prosciugare quella 'zona grigia' abitata da chi non e' mafioso ma non combatte l'illegalita' o peggio si
fa complice dei mafiosi". "E' vero, per sconfiggere la 'ndrangheta - continua la presidente della Comissione parlamentare antimafia - ci vuole piu' lavoro ma non meno poliziotti o meno magistrati. Servono piu' Stato, piu' sviluppo, piu' cultura della legalita' ma si deve respingere ogni atteggiamento giustificatorio. La 'ndrangheta e le mafie non possono mai essere giustificate. Assolutamente no, sarebbe gravissimo ed inaccettabile".

Solidarietà anche dalla Federazione nazionale della stampa italiana, "a don Luigi Ciotti, all’associazione Libera e alle migliaia di cittadini che in questi giorni sono a Locri per contrastare mafie e corruzione". "Il loro impegno, che ha ottenuto il sostegno e l’incoraggiamento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - prosegue l'Fnsi - ha scatenato l’ira e la rabbia di chi ha bisogno del buio e dell’oscurità per realizzare i propri loschi affari e tenere sotto scacco intere aree del Paese. Proprio per questo la Fnsi, d’intesa con il Sindacato dei giornalisti della Calabria, sarà presente domani a Locri sia per partecipare alla manifestazione nazionale sia per il seminario dedicato alle “querele bavaglio” promosso da Libera informazione. L’auspicio è che giornalisti e società civile vogliano raccogliere l’appello di don Luigi Ciotti e partecipare e riempire la piazza di Locri e le numerose piazze italiane che si collegheranno con Locri alla stessa ora".

 

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