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L'occupazione va peggio delle attese. Non è un caso che torna a profilarsi il rischio voucher
Torna il rischio voucher. Quello che era uscito dalla porta grazie alla campagna referendaria della Cgil e al successivo decreto del governo convertito in legge dal Parlamento, ora rischia di rientrare dalla finestra della manovra correttiva - in questi giorni all’esame del Senato. Tra i vari emendamenti presentati in commissione Bilancio al Senato spiccano infatti i “ritocchi” che aprono la strada a nuove forme di buoni lavoro, dai coupon per il “lavoro breve” proposti da Ap, alla “card” per il lavoro saltuario ipotizzata dalla Lega, al “libretto famiglia” suggerito dal Pd. E il senatore Maurizio Sacconi individua proprio nella “manovrina” il “veicolo utile” che “consenta a tutte le imprese, piccole e grandi, una agevole regolazione dei lavori brevi la cui esigenza si manifesta con poco preavviso”.

Intanto, la Cgil è preoccupata per la deriva presa, ormai da due anni, dal mercato del lavoro: l'occupazione stabile continua a diminuire, mentre aumentano i tempi determinati. "Ciò dimostra una grave difficoltà del nostro sistema produttivo”, dice Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil, ha commentato ieri i dati diffusi dall'Osservatorio precariato dell'Inps.

“Finiti o ridotti gli incentivi - spiega la dirigente sindacale - non si arresta l'emorragia dei tempi indeterminati (-7,4%), i cui diritti si sono purtroppo ridotti dopo l'introduzione del contratto a tutele crescenti”. Secondo Scacchetti, il calo delle ore di cassa integrazione richieste ad aprile “è solo parzialmente attribuibile alla ripresa, considerato l'incremento sia dei licenziamenti disciplinari che delle richieste di disoccupazione (+12%)”. Inoltre, spiega la segretaria confederale, “l'assenza dei dati sul Fondo di integrazione salariale, strumento di cui più volte abbiamo evidenziato le difficoltà di copertura economica e di attivazione, rischia di peggiorare il quadro del sistema degli ammortizzatori sociali”. “Per arginare questa deriva occorre - conclude Scacchetti - rafforzare il sistema di tutele e ammortizzatori, utile a sostenere i lavoratori nei processi di ristrutturazione e riorganizzazione, e stimolare gli investimenti per creare nuova occupazione, così come indichiamo nel Piano del lavoro e nella Carta dei diritti universali del lavoro”.

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