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Reintegrati i poliziotti della mattanza cilena di Genova 2001. Prc: "E' una vergogna, uno schiaffo alla democrazia"
Proprio nei giorni dell'anniversario della mattanza cilena del luglio 2001, quando a Genova le forze dell'ordine commisero la più grave sospensione dello Stato di diritto dal secondo dopoguerra a oggi, arriva la notizia dei rientri in polizia di chi commise quei reati. Sono infatti scaduti i cinque anni di interdizione dai pubblici uffici ai quali erano stati condannati, come pene accessorie, alcuni dei 25 tra alti dirigenti della polizia e capireparto della celere condannati per i pestaggi, i falsi verbali e le prove fasulle relativi all'irruzione nella scuola Diaz.

(clicca qui per leggere le schede dei vari poliziotti che stanno rientrando in servizio) 

"E' una vergogna, uno schiaffo alla democrazia - si legge in una nota del Prc -: gli agenti, i funzionari e i dirigenti che si macchiarono di quelle violenze non dovrebbero più rappresentare lo Stato, in un Paese civile. E' un'offesa alla memoria di Carlo Giuliani e di tutte le persone massacrate di botte, private delle loro libertà, alla Diaz e a Bolzaneto, a quel movimento che scese in piazza e fu torturato, a tutte le persone che credono nella Costituzione e nella democrazia. I responsabili della "macelleria messicana" hanno goduto della solidarietà esplicita o di fatto dei governi di centrodestra e centrosinistra. Il 20 luglio Rifondazione Comunista tornerà a Genova in piazza Alimonda, come era a Genova a manifestare 16 anni fa, a chiedere sempre e comunque verità e giustizia".

Peppe De Cristofaro, senatore di SI parla di "offesa allo Stato di Diritto, oltreche' una beffa gravissima nei confronti dei genitori di Carlo Giuliani e di tutti i manifestanti che vennero massacrati di botte e privati della liberta'".
"Che la vergogna di questo reintegro arrivi poco dopo il varo di la legge che, pur se annacquata, introduce il reato di tortura - continua De Cristofaro - e' purtroppo molto eloquente. Dice tutto su quanto quella legge verra' presa sul serio". "Per chi, come noi, ancora crede nei valori della Costituzione, tutto questo e' inaccettabile. Ancora una volta, invochiamo verita' e giustizia per quei giorni tragici di 'democrazia sospesa", conclude il senatore di Si.
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