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L’estate della vergogna: no alla guerra, non al ritorno dell’ambasciatore italiano in Egitto

Nell’esprimere totale vicinanza alla famiglia Regeni condanniamo senza appello le scelte oscene che il governo italiano sta compiendo in questi giorni d’estate con il parlamento “chiuso per ferie”. La missione militare in Libia, la campagna contro le Ong e contro i migranti ci erano già parse significative. La scelta, col parlamento chiuso e senza spazio per una discussione politica nei luoghi deputati e nel paese, di normalizzare le relazioni diplomatiche con l’Egitto rimandando al Cairo l’ambasciatore è frutto dell’ennesimo mercimonio dei diritti e della vita delle persone. Poco o nulla si sa ancora in merito a responsabili e mandanti dell’uccisione del ricercatore Giulio Regeni, totalmente dimenticate sono le condizioni di repressione e privazione delle libertà che continuano in Egitto. Vincono la logica degli affari e quella della degli interessi geopolitici. Per quanto ci riguarda continueremo con i genitori di Giulio, il suo legale e tutti i suoi amici a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni. Quella verità che ancora una volta nella storia italiana viene sacrificata a una presunta ragion di Stato.

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