Domenica 18 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento 10:21
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"E' possibile che nessuno voglia organizzare settori sociali e del mondo lavorativo per obiettivi reali?". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
La compagine governativa non è unita, anzi si intravedono le prime crepe di una alleanza che alla fine premierà soprattutto la Lega. Se guardiamo alla Germania si capisce come la alleanza tra Cdu e Spd stia penalizzando soprattutto i social democratici che nei sondaggi sono indietro rispetto ai Verdi e tallonati dall'estrema destra. Scenari simili, presto, potrebbero, ripetersi anche nel Bel Paese.
I fatti tragicomici degli ultimi giorni parlano da soli, quello che colpisce è il silenzio del mondo sindacale e sociale eccezion fatta per chi contesta il decreto sicurezza di Salvini, per i movimenti dell'abitare e per quanti scenderanno in piazza il 26 Ottobre con lo sciopero generale. Sono tuttavia sufficienti queste forze per costruire l'opposizione al Governo Conte? Ovviamente no, ma escludere fin da ora Cgil e Pd dal fronte degli oppositori sarebbe una operazione utile e necessaria per non cadere nelle trappole neoliberiste o nella logica che qualche accordicchio sia sufficiente a strappare diritti in un quadro complessivo che vede i diritti sociali e civili, i beni comuni sotto assedio e costantemente minacciati.
Chi tifa Ue e Troika sperando nel loro intervento per "fermare l'onda nero verde" non puo' essere nostro alleato visto che pensa sia utile per il "bene del paese" non solo il jobs act ma anche la salvaguardia della Fornero e il raggiungimento del pareggio di bilancio, magari per difendere e rispettare quella Costituzione stravolta e svilita dal Pd.
Hanno ragione quanti pensano dirimente cancellare il pareggio di Bilancio dalla Costituzione ma, ammesso che il Referendum arrivi al voto e non sia bocciato prima, quello che manca è altro ossia una visione critica dell'Europa come sinonimo di interessi finanziari , economici e politici in aperto conflitto con le istanze dei lavoratori e delle classi sociali meno abbienti. Da mesi siamo succubi di un falso dibattito sul sovranismo e sul populismo, gli intellettuali di sinistra vedono come la peste nera il populismo perchè alla fine non sanno , da anni, parlare al popolo e utilizzare concetti chiari, comprensibili e non solo funzionali alla salvaguardia dei ceti politici e culturali. La distanza della sinistra dai settori popolari è ormai abissale, il ritardo è divenuto incolmabile.
Nel paese è in atto una svolta autoritaria di cui il Partito democratico è complice, del resto il carcere per chi occupa casa o organizza picchett operai o blocchi stradali in difesa dei posti di lavoro sono misure in linea con la filosofia Minniti, con la differenza che Salvini non ha mediazioni da fare con il terzo settore o con la Caritas, va avanti sulla strada intrapresa dal securitarismo.
La stessa Cgil ,che a ragione critica il decreto Salvini per la parte riguardante l'immigrazione, è del tutto silente rispetto ai reati che colpiscono gli attivisti politici, sindacali e sociali , attivisti che poi sono i primi avversari delle politiche arrendevoli della Camusso e hanno tutti gli anticorpi per non cadere nelle trappole del tribuno Landini, uno che per anni ha detto di tutto e di piu' sulla segretaria della Cgil salvo poi allearcisi in segreteria.
In molti parlano di un autunno caldo, caldo lo è perchè le temperature sono insolitamehte elevate ma non per il diffondersi del conflitto sociale, politico e culturale. Il problema è allora un altro, ossia ripartire dalla Manovra economica in corso, dalla Pubblica amministrazione, dal lavoro, dalla sanità e dalle pensioni, sapere cogliere i limiti e le contraddizioni del Governo e individuare percorsi alternativi e conflittuali. Se la manovra non funziona e lascia fuori istruzione, sanità, pubblico impiego, manutenzione dei territori, cosa intendiamo fare per portare altri contenuti al centro dell'operato politico? E' possibile che nessuno voglia organizzare settori sociali e del mondo lavorativo per obiettivi reali come la difesa dei posti di lavoro, una discplina che tuteli le lavoratrici degli appalti a discapito degli interessi del libero mercato, che sappia coniugare l'anticorruzione con un sistema di controllo delle imprese dirigendone l'azione a fini sociali ? E' possibile che giuristi, economisti, docenti, terzo settore non sappiano costruire una opposizione culturale, sociale e politica al decreto Salvini e al dcocumento economico e finanziario? Poche domande ma nessuna risposta. Allora, se vogliamo che l'autunno sia veramente caldo e non solo per il Meteo, dobbiamo affrettarci e iniziare a camminare. Il primo appuntamento è il 26 Ottobre , in particolare a Torino e Taranto, contro la costruzione della Tav e la desertificazione industriale di Piemonte e contro l'accordo Ilva che ci riporta all'ottocento, a quando in nome dell'occupazione si sacrificava la salute degli operai e dei cittadini giustificando l'inquinamento ambientale. Ma quell'accordo indecoroso che non salva molti dei posti di lavoro nell'indotto, è stato anche siglato dalla sinistra sindacale della Cgil e dalla Usb. Le contraddizioni sono allora al nostro interno, come pensiamo di superarle?
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