Martedì 18 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento 16:26
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Dl Sicurezza, Cgil: "Una rottura democratica che rende il nostro Paese più fragile, più debole e meno sicuro"
I sì sono stati 336, i no 249, gli astenuti zero. Il decreto sicurezza passa alla Camera con il voto di fiducia e una standing ovation dai banchi della Lega per il ministro Salvini. La bandiera della battaglia contro gli immigrati continua a drenare voti. Molto critici i sindaci: con queste norme si favoriranno ingressi clandestini e lavoro nero. Molto critica la Cgil: una rottura democratica che rende il nostro Paese più fragile, più debole e menosicuro. “Siamo di fronte a un paradosso – spiega il segretario confederale Giuseppe Massafra - che mette a rischio la vita democratica del Paese: mentre sindacati e associazioni, impegnate quotidianamente nel contrasto alle mafie e a favorire processi diaccoglienza e integrazione degli immigrati, manifestavano per chiedere a Governo e Parlamento l'apertura di un confronto finora sistematicamente negato, veniva richiesto il ricorso al voto di fiducia sul dl sicurezza”. “Si crea così – prosegue il segretario
confederale - una rottura democratica che rende il nostro Paese più fragile, più debole e meno sicuro. La sicurezza non si determina
negando le libertà. La sicurezza non si determina militarizzando le nostre città e i nostri quartieri. La sicurezza - incalza - si conquista attraverso processi di accoglienza e di integrazione, combattendo le mafie attraverso un controllo sociale del territorio. Per quest’ultimo il riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti alla criminalità organizzata è un'arma straordinaria”. “La Cgil, che insieme a Cisl, Uil, Arci, Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico e Legambiente, ha dato vita ad una importante mobilitazione, continuerà a impegnarsi con tutte le associazioni per contrastare questa pericolosa deriva e rendere così l’Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e sempre più legale”.
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