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"Pochi soldi per la pubblica amministrazione e soldi alle imprese che assumeranno i diosccupati, La manovra di bilancio? Piu' privato e meno pubblico". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
La manovra economica consegnata al Quirinale, e oggetto di discussione in Parlamento, si è persa per strada il contributo degli assegni previdenziali elevati, la Lega porta a casa il risultato di non attaccare quei redditi alti del Nord che costituiscono parte importante del suo elettorato e costringe il Mov 5 Stelle a presentare emendamenti in Parlamento cercando una maggioranza trasversale e indispensabile per l'approvazione.

La corposa relazione tecnica di accompagnamento ha bisogno di tempi non brevi per essere letta e sviscerata, intanto ci sono novità per la Pubblica amministrazione.

La legge di bilancio, dopo settimane nelle quali il rinnovo dei contratti pubblici per il 2019 veniva considerato alquanto improbabile e sacrificato per la quota 100 delle pensioni e il reddito sociale, ritiene la somma necessaria al rinnovo contrattuale pari a 1,1 miliardi , cifra non solo insufficiente ma già impegnata al 70% da vincoli di legge.
Negli ultimi mesi è stata fatta grande confusione, nel programma trasmesso a Bruxelles non c'era traccia dei rinnovi contrattuali, poi dopo alcune settimane il cambiamento di rotta.

Fatti due conti, allora, il Governo potrebbe cavarsela con aumenti annui oscillanti attorno a 30\45 euro lordi al mese che poi al netto e in busta paga saranno molti meno. Basteranno questi stanziamenti per recuperare potere di acquisto? Ovviamente la risposta è negativa perchè i fondi previsti dovranno anche finanziare quell'elemeno perequativo pensato solo per l'anno 2018 e in scadenza al 31 dicembre 2018. E sia chiaro che senza il perequativo i salari pubblici saranno in rimessa. Un terreno minato, quello della Legge di Bilancio, con la Pubblica amministrazione bisognosa di personale, investimenti, risorse per l'edilizia scolastica e l'ammodernamento degli ospedali, Pa che di fronte alla quota 100 potrebbe subire un colpo durissimo con migliaia di dipendenti in pensione (per questo le finestre per il pubblico saranno solo due rispetto alle 4 del privato). In questo clima di grande incertezza, che potrebbe mettere in conflitto i rinnovi con nuove assunzioni di personale, il Sindacato è il grande assente, non assume alcuna iniziativa, non presenta un piano di fabbisogni per il personale, non una mappatura degli ospedali e delle scuole da ammodernare, insomma un ruolo passivo in una fase nella quale bisognerebbe invece muovere appunti e contraddizioni. Con queste premesse, i prossimi aumenti contrattuali non potranno che essere inadeguati al recupero del potere di acquisto, le nuove assunzioni poi rischiano di lasciar fuori alcuni settori in particolare sofferenza e le conseguenze non saranno solo l'aumento dei carichi di lavoro per il personale pubblico ma la erogazione di servizi sempre piu' scadenti che faranno la fortuna dei soggetti privati e in convenzione.
Se per la Pa gli scenari sono oscuri, anche il reddito di cittadinanza nell'arco delle ultime settimane ha cambiato piu' volte contenuti, intanto sappiamo che il massimo sarà 780 euro, dopo 18 mesi scatterà una verifica atta a valutare se il percettore sia ancora in possesso dei requisiti richiesti ossia l' Isee non superiore a 9.360 euro. Se in possesso dei requisiti arriveranno altri 18 mesi di reddito , mesi nei quali scatterà l'obbligo delle otto ore da dedicare a impieghi di pubblica utilità , l'obbligo di non rifiutare piu' di 3 proposte di lavoro ritenute eque (i criteri dell'equità non sono definiti) pena la perdita del sussidio.

Per sostenere le politiche attive servirebbero stanziamenti per i centri per l'impiego, al contrario sono previsti soldi ma il progetto di rilancio dei centri all'interno delle politiche attive in materia di lavoro è ancora allo stato embrionale.

C'è da dire che essendo stati esternalizzati innumerevoli servizi un tempo pubblici, i centri per l'impiego risultano strumenti spesso inadeguati per trovare lavoro visto che i soggetti privati si affidano ad altri canali. I centri invece, dentro una politica di formazione e orientamento dovrebbero costituire uno strumento valido per le politiche attive dentro un mercato lavorativo governato da regole ben diverse da quelle conosciute. Su questo versante poche e confuse sono le idee del Governo, i sindacati dal canto loro avrebbero potuto lanciare la proposta di lavori socialmente utili collegati al reddito per la manutenzione del territorio, per la ricostruzione delle aree terremotate , prevedere percorsi formativi destinati agli operatori dei beni culturali al fine di potenziare l'offerta culturale e museale del Bel paese.

Il reddito di cittadinanza divide le forze al Governo, per la Lega resta vincolato alla creazione dei nuovi posti di lavoro, per il mov 5 Stelle il mantenimento di una promessa elettorale . Di fatto per il reddito servirebbero strumenti di controllo e meccanismi già oleati, dai centri per l'impiego alle modalità telematiche di erogazione dei soldi fino a controllori dei requisti. Non è solo questione di tempo, si tratta di capire come sarà gestito il reddito, a che fine, con quali strumenti di verifica e controllo, alla fine troveranno un accordo dentro il Governo e nessuno bloccherà il reddito di cittadinanza anche se la sua applicazione resta alquanto confusa. E pochi parlano poi di un altro aspetto, dopo le concessioni dei Governi del Pd ecco la dote (tre mensilità circa 2.340 euro) per l’azienda che assume il percettore di reddito di cittadinanza tramite centro per l’impiego a cui dovrebbe aggiungersi l' incentivo per le agenzie private che dovessero ricollocare il disoccupato.
Il reddito di cittadinanza diventa cosi' l'ulteriore strumento per incentivare, con i soldi pubblici, le imprese private rinunciando a creare con gli stessi soldi impieghi stabili e lavori socialmente utili. Ovviamente per il disoccupato il reddito è una boccata d'ossigeno ma in sostanza non sarà lo strumento per costruire un modello sociale analogo all'Inghilterra e per incentivare ulteriormente le aziende dentro il ridimensionamento del pubblico a favore del privato?
La nostra curiosità presto troverà risposte

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