Giovedì 17 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento 08:30
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
"Secondo La Repubblica ore la Francia può sforare i vincoli del deficit, l'Italia no, perché la prima avrebbe una economia sana". Intervento di Domenico Moro
E' veramente incredibile leggere certe cose. Non si finisce mai di stupirsi. In primo luogo, pare che le regole dei trattati valgano per l'uno e non per l'altro. Infatti, come sostiene il Sole24ore, le nuove misure di Macron, per calmare la forte conflittualità sociale dell'ultimo mese, possono portare il deficit oltre il 3%, tra il 3,4% e il 3,6%. Su questo Moscovici ha però mancato di innalzare alti lai, come fece nel caso del 2,4% italico. La Francia ha un debito quasi al 100% del Pil, e per di più in crescita negli ultimi anni. Ciò vuol dire che è abbondantemente al di sopra del 60% cui, secondo il Fiscal compact, i Paesi euro sarebbero obbligati a convergere. Inoltre, il debito francese è in termini assoluti uguale al nostro (2.263 miliardi di euro italiani contro 2.257 della Francia). Ma, soprattutto, se la Francia è una economia sana, allora c'è veramente da chiedersi chi sia malato.

L'ultima previsione della Commissione europea per la Francia è una "crescita" del Pil in volume del +1,7% come chiusura del 2018 e del +1,6% per il 2019. Pochi decimali di punti più dell'Italia (+0,6 e +0,4 rispettivamente). Invece il Pil pro capite - indicatore più valido del Pil assoluto - cresce ad un misero +1,2% nel 2018, 2019 e 2020, esattamente come l'Italia. Nell'area euro faranno peggio delle sorelle latine solo Austria e Belgio. Eppure la Francia ha beneficiato negli ultimi anni di condizioni di applicazione dei vincoli al deficit meno dure di Italia e Spagna, per non parlare della Grecia. Le imprese francesi si sono caricate di debiti, molte quelle zombie, mentre il tessuto manifatturiero - semi delocalizzato - è decaduto, superato come valore aggiunto dall'Italia almeno dal 2005. Inoltre, la Francia ha da moltissimi anni un forte debito del commercio estero, inferiore in Europa solo a quello Uk. E' praticamente l'unico dei grandi Pasi dell'euro (in primis Italia e Spagna) a non essere riuscito a tornare in attivo.

Insomma non proprio una economia sana. Detto questo, ciò che appare evidente è la debolezza e la scarsa serietà - a voler essere diplomatici - della costruzione politica europea e della base su cui si regge l'euro. Una situazione dove ci si scanna per uno 0,4% in più o in meno - a fronte di investimenti depressi da dieci anni - e dove vige il rispetto delle regole è a la carte, per dirla per l'appunto alla francese. Intanto, il governo giallo-verde “sovranista” e “nazionalista” sta tornando indietro rispetto al pur modesto 2,4%. Ma forse il punto è che – molto più che fidarsi di partiti pro impresa - è la lotta a pagare, come si diceva una volta, e come i Gilet gialli hanno vieppiù dimostrato. Un insegnamento per chi sta al di qua delle Alpi e anche dei Pirenei.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi