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"Gli ambulanti con la fine dell'incubo Bolkenstein hanno portato a casa un grande risultato. Davide ha sconfitto Golia". Intervista a Marrigo Rosato
La Legge di Bilancio appena approvata in zona Cesarini ha escluso definitivamente gli ambulanti dalla Direttiva Bolkestein. Gentiloni e Renzi avevano previsto alcune proroghe ma la spada di Damocle su circa 196.000 piccole attività ambulanti e su un indotto di circa 1 milione di imprese era rimasta tutta. Ora niente più bandi, niente più selezioni, niente più rischi di rilascio di concessioni limitate a 7, 9 o 12 anni, niente più rischi di perdere la concessione e il posto su cui lavori da una vita per un banale errore formale. Dopo tre anni di manifestazioni, iniziative, dibattiti, incontri, riunioni, assemblee, sit–in, lettere, appelli e persino rallentamenti sulla Autostrada Bologna–Firenze, le Associazioni No Bolkestein possono festeggiare il più grande risultato della loro lotta. L’Associazione nazionale ambulanti, guidata da Marrigo Rosato, è tra le rappresentanze che fino all’ultimo si sono battute contro la Bolkenstein. Controlacrisi ha intervistato Rosato.

Renzi e Gentiloni avevano scelto la formula della proroga, mentre il Movimento Cinque Stelle almeno su questo ha dimostrato un po’ più di coraggio…
Oggi dobbiamo dare atto a Di Maio ed a Salvini di aver mantenuto gli impegni assunti sui palchi delle nostre Manifestazioni No Bolkestein, non ascoltando le sirene delle vecchie Associazioni di Categoria. E dobbiamo sinceramente ringraziarli per aver mantenuto la parola. Il Pd ci ha ascoltato. E’ stato il primo ad aver riaperto la speranza, almeno quando li abbiamo incontrati ai massimi livelli nel 2016.

Come descriveresti il clima di euforia che sta dilagando tra tutti gli ambulanti?
Una grande sollievo e gioia immensa che ci è stata trasmessa in tante forme. Perfino manifestazioni d’affetto ed emozioni con persone che piangevano al telefono. Questa fuoriuscita secca non crea più nessun dubbio. Questa gente è stata messa in una condizione di incertezza esasperante. E quindi oggi è il giorno della riappropriazione del loro destino. Sentono la loro azienda come propria.

Oggi siete un po’ più categoria rispetto a ieri…
C’è sicuramente una consapevolezza maggiore del nostro ruolo e delle nostre possibilità,. Anche chi non ci credeva ha capito che ce la possiamo fare. Tanti ambulanti ci chiedono di fare azione sindacale. Due giorni fa ero a discutere con il sindaco di Potenza a l’agenda delle prossime settimane già è piena, C’è un risveglio degli ambulanti. Siamo la loro voce.

State pensando ad altre piattaforme, con quali punti?
Sicuramente una battaglia per riqualificare i mercati. Una tassazione semplificata, con nuovi investimenti, con una sola tassa sul suolo pubblico, con l’istituzione di un Fondo di Solidarietà che li indennizzi in caso di danni causati da trombe d’aria o altri eventi atmosferici.

In alcune dichiarazioni pubbliche avete parlato di un uso strumentale della Bolkenstein da parte di alcuni poteri forti del settore a vostro danno.
E’ stato un grande affare ordito dalle vecchie Organizzazioni di Categoria che avevano un solo interesse: fare i bandi; sviluppare i servizi sulla pelle degli ambulanti; chiedere tessere e dunque speculare sulla Direttiva Bolkestein. E paradossalmente i nostri peggiori nemici sono stati proprio queste Associazioni, che invece di tutelare gli ambulanti chiedevano l’applicazione delle Intese e dunque lo sviluppo dei Bandi inondando il Parlamento ed i Comuni di lettere di sollecito ad avviare i Bandi. Incuranti delle contestazioni della Autorità Garante della Concorrenza e persino delle Leggi dello Stato Italiano che disponevano, per ben due volte, le proroghe delle “concessioni in essere”. Fiva-Confcommercio e Amna-Confesercenti hanno sviluppato una fortissima attività di lobbying.

Quando si pensa agli ambulanti si pensa al movimento dei Forconi o a legami con la criminalità organizzata.
Nulla di più lontano. La nostra forza è stata la spinta ma siamo stati un movimento pacifico e no violento. Non abbiamo mai creato situazioni di disordine. La nostra forza è competenza e capacità. Ministri e sindaci ci hanno sempre ascoltato. Siamo un movimento nato spontaneamente sui vari frammenti del largo fronte “No Bolkenstein” sorti in tutta italia. Nel marzo del 2016 siamo stati sorpresi anche noi a piazza della Repubblica praticamente piena. Ambulanti da tutta Italia con le sigle più disparate. Il 28 settembre erano undici associazioni il qualche mese dopo, a marzo, quarantadue.

E invece…
Se c’e’ un solo motivo valido che si può trovare attorno alla vicenda della Bolkestein può essere ricercato nel fatto che ha permesso a tanti come me di spiegare a tutti concretamente come si svolge il lavoro ambulante, le sue difficoltà, i rischi legati alle intemperie, le fatiche di chi mette ogni santo giorno la sveglia alle 4 di mattino per partire con l’autocarro; per raggiungere il posteggio nel mercato o alla fiera del paese sperando che non succeda nulla durante il viaggio di andata o ritorno; di pensare a incassare quanto basta per coprire i costi di spostamento, della Tassa di suolo pubblico, della Tassa sui rifiuti, dei contributi INPS, del commercialista e poi di incominciare a guadagnare qualcosa; ed infine tornare a casa preoccupandosi di rifornirsi al ritorno per il giorno successivo.

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