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Dal settembre 2016 non si hanno più notizie sulle condizioni di salute e di sicurezza del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. In Italia una tappa della solidarietà internazionale

Dal settembre 2016 non si hanno più notizie sulle condizioni di salute e di sicurezza del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, rinchiuso da quasi 20 anni in condizioni di isolamento aggravato sull’isola carcere di Imrali. Organismi europei come il CPT (Comitato per la Prevenzione della Tortura e dei Trattamenti Inumani o Degradanti) e la stessa Corte Europea dei Diritti Umani, non stanno intervenendo rispetto a questa grave forma di tortura e violazione dei diritti umani.

Da 27 giorni la deputata HDP Leyla Güven in carcere in Turchia ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere la fine dell’isolamento di Öcalan e si è detta determinata a proseguire la sua lotta fino a quando non otterrà risposta.

Da oggi parte in Italia un'iniziativa di solidarietà. In pratica si tratta di uno sciopero della fame che si svolgerà presso il Centro Socio-Culturale Ararat a Roma, Largo Dino Frisullo 1. Nelle giornate del 5 e 6 dicembre, i partecipanti allo sciopero della fame daranno vita a un presidio in Piazza del Popolo dalle ore 9.00 alle ore 13.30. Nei prossimi giorni si alterneranno altre iniziative di sciopero della fame della Comunità Curda in altre città italiane.

All’iniziativa di Leyla Güven si stanno unendo sempre più persone e si moltiplicano iniziative di sciopero della fame che ormai coinvolgono migliaia di persone in Kurdistan, in Turchia, nelle regioni del Medio Oriente e in Europa. Hanno aderito migliaia di prigioniere e prigionieri politici nelle carceri turche, deputati e deputate del Partito Democratico dei Popoli (HPD) che sta promuovendo presidi in sciopero della fame in tute e sue sedi locali, distrettuali e provinciali.

"Noi curdi che viviamo in Italia ci uniamo a Leyla Gülen - si legge in una nota -. Non possiamo accettare che perdurino isolamento, tortura e maltrattamenti nei confronti del nostro rappresentante politico Öcalan e non siamo disposti a tacere di fronte alla gravità di questa situazione. Con la nostra iniziativa pacifica e democratica intendiamo dare il nostro contributo per rompere l’isolamento a Imrali e allo stesso tempo denunciare le politiche di guerra che il governo fascista dell’AKP sta portando avanti in tutte le parti del Kurdistan".

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