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"Liberate Ahed Tamimi", l'appello di artisti e autori americani. Ieri è iniziato il processo
Diversi noti attori, atleti, musicisti, studiosi e politici statunitensi hanno firmato ieri una petizione della ong statunitense Dream Defenders che chiede il rilascio della 17enne palestinese Ahed Tamimi. Tamimi è stata arrestata lo scorso dicembre a causa di un video in cui schiaffeggia e dà un un calcio a due soldati israeliani fuori casa sua nel villaggio cisgiordano di Nabi Saleh. Ieri è iniziato il processo ed è stato subito rinviato. In attesa della prossima udienza, che non si svolgerà fino all'11 marzo, la ragazza resterà in prigione. I media e gli osservatori non sono stati autorizzati a partecipare al procedimento, poiché le riprese televisive del procedimento a porte chiuse non sarebbero state nell'interesse dell'imputata, ha affermato il giudice. La 17enne deve rispondere di 12 capi d’accusa, tra cui aggressione aggravata. A chiedere la liberazione di Ahed nei giorni scorsi è stata anche Amnesty international. 

Tra i firmatari della lettera, intitolata “Dream Defenders e Allies stand with Ahed Tamimi and the Palestinian Freedom Struggle”, ci sono Angela Davis, Jesse Williams, Danny Glover, Alice Walker, Rosario Dawson, Cornel West, Talib Kweli, Marc Lamont Hill, Michelle Alezander, Robin D. G Kelley e Michael Bennett.

“Negli Stati Uniti – scrivono gli autori del comunicato – conosciamo tutti molto bene cosa significhi essere oppressi semplicemente perché esisti o perché rifiuti di rinunciare alla tua lotta per la libertà. L’anno scorso una delegazione di artisti di Dream Defenders è andata in Palestina per testimoniare come si vive sotto l’occupazione militare israeliana e ha incontrato la famiglia Tamimi nel villaggio di Nabi Saleh”. “La delegazione – continua l’appello – ha appreso che ogni anno centinaia di bambini palestinesi in Cisgiordania sono arrestati dai soldati e dalla polizia israeliani da cui ricevono calci e pugni. La tortura è usata regolarmente per ottenere confessioni firmate dai bambini, soprattutto quando l’accusa è l’aver lanciato pietre”.

La petizione sottolinea poi gli elementi in comune tra la lotta palestinese e quella degli afro-americani negli Stati Uniti: “ICE [U.S Immigration and Customs Enforcement, ndr), la polizia di confine e l’Fbi addestrano soldati israeliani, la polizia e gli agenti di confine utilizzando le stesse tattiche repressive che colpiscono le nostre comunità. Troppi nostri bambini apprendono presto che possono essere imprigionati o uccisi semplicemente per chi sono. Da Trayvon Martin a Mohammd abu Khder, da Khalif Browder a Ahed Tamimi – il razzismo, la violenza di stato e l’incarcerazione di massa hanno rubato al nostro popolo l’infanzia e il futuro”.

“Noi firmatari – recita ancora la petizione – chiediamo ai rappresentanti statunitensi di firmare questo appello e proteggere la vita e l’infanzia dei bambini palestinesi. La famiglia Tamimi resiste alla brutalità d’Israele perché crede che i palestinesi, come tutti i popoli, debbano essere liberi. Dream Defenders è con loro e con tutti i palestinesi nella loro legittima lotta. Ora e sempre, ci impegniamo a costruire un mondo più giusto e amorevole per tutti noi”.

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