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"A Pisa con il 3,38% uno dei risultati più importanti di Potere al Popolo". Intervista a Emanuela Grifoni

Da Pisatoday: domande e risposte a Emanuela Grifoni, candidata di Potere al Popolo! all’uninominale della Camera per il collegio di Pisa

Una delle maggiori novità di questa tornata elettorale è rappresentata sicuramente dalla presenza della lista di Potere al Popolo. Nata sulla spinta del centro sociale ‘Je so pazzo di Napoli, Potere al Popolo! ha preso vigore dalle oltre 150 assemblee tenute da militanti, attivisti e semplici cittadini, e nel giro di due mesi è riuscita a presentare liste in tutto il paese. Emanuela Grifoni, giovane ricercatrice precaria, è stata la candidata pisana per l’uninominale alla Camera, ed è a lei che chiediamo un parere sul risultato elettorale e sulle eventuali prospettive.

Come considera il risultato scaturito dalle urne, ed in particolare quello di Potere al Popolo?

Il risultato, a livello generale, indica chiaramente come i partiti di governo, in primis il PD, siano stati duramente puniti dall’elettorato e spinti ai margini della scena politica nazionale, a causa di politiche che invece di risolvere i problemi della gente hanno acuito profondamente le contraddizioni sociali, impoverendo interi settori popolari. In questo quadro il risultato di Potere al Popolo si inserisce in modo positivo. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di un progetto politico che ha preso avvio dal nulla nel giro di pochissime settimane, senza alcun finanziamento se non quello di noi stessi e di tutti coloro che hanno accettato questa sfida, a cui va aggiunta la scarsissima copertura mediatica data da televisioni e giornali ai nostri candidati ed alle nostre iniziative. Ciò nonostante il risultato di Pisa è stato uno dei più importanti e consistenti a livello nazionale: 1725 voti, equivalenti al 3,38% dei votanti. E’ stata premiata una campagna elettorale fatta in stretto contatto con i lavoratori, i precari, i pensionati e coloro che non hanno una casa o che rischiano di vedersela portata via da un momento all’altro. Tutto un popolo che è stato dimenticato dai governi che anche in questa città si sono succeduti e che si è avvicinato a noi nei numerosi incontri che hanno visto i candidati di Potere al Popolo protagonisti davanti alle fabbriche, al CUP, al centro dell’impiego e nei quartieri popolari della città. Tutta questa gente ci ha dato fiducia e ci ha fatto percepire quanto sia reale e concreta la possibilità di riconnettere fra di loro istanze alternative alle politiche di sfruttamento.

A breve ci saranno le elezioni amministrative. Quale sarà la vostra posizione in merito?

E’ la stessa domanda che tutti coloro che abbiamo incontrato in queste settimane ci stanno rivolgendo. A livello nazionale l’indicazione è quella di radicare Potere al Popolo in ogni ambito di intervento in cui ci siamo presentati. E’ uno dei nodi che stiamo sciogliendo in questi giorni, e che sarà oggetto di confronto nell’assemblea nazionale del prossimo 18 marzo a Roma. Posso dire che il nodo è già stato sciolto sia a Genova, con le votazioni del municipio centro – ovest che ha visto l’elezione di un nostro candidato, sia nel Lazio dove è stata presentata una lista di Potere al Popolo per le elezioni regionali.

Come avete intenzione di porvi rispetto alle altre forze politiche locali?

Teniamo presente che Potere al Popolo è nata dopo il fallimento del progetto “Brancaccio”, ultimo tentativo di mettere insieme forze politiche che poi si sono trovate a noi contrapposte durante la campagna elettorale, producendo la fallimentare esperienza di Liberi e Uguali. Il nostro progetto ha assunto sin da subito una caratteristica fondativa: l’indipendenza dal quadro politico esistente e da una “sinistra” di governo a noi totalmente aliena. In questa ottica anche a Pisa, sono certa che saremo pronti a confrontarci con le forze politiche e sociali antagoniste presenti sul territorio, escludendo Partito Democratico e Liberi e Uguali, i quali hanno rappresentato il problema e non certo la soluzione dei bisogni dei settori sociali di cui noi siamo portatori. Di sicuro ritengo che non dobbiamo cadere nel tranello del “voto utile” che avrebbe l’unico scopo di difendere forze di governo sconfitte anche a livello locale a causa di politiche antipopolari. Il Pd di Filippeschi e dei suoi alleati attuali e passati si sono allontanati da ogni prospettiva di cambiamento in senso progressista della società, aprendo la strada all’affermazione di forze razziste, reazionarie e populiste. Noi, che non siamo populisti ma popolari, con il nostro progetto continueremo sulla strada che gli elettori ci hanno indicato: essere i portavoce dei bisogni di chi in tutti questi anni la voce non l’ha avuta.

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