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Reddito minimo garantito, il consiglio di Varoufakis ai 5Stelle: "Occhio ai dettagli"
Cosa pensa l'ex ministro Varoufakis del reddito minimo e delle altre forme di "assegno" a beneficio dei disoccupati e, in diversi casi, anche di chi un lavoro ce l'ha? 
“Non dobbiamo confondere il reddito di cittadinanza universale con il reddito minimo garantito che è già in essere in gran parte dell’Europa. Da quello che ho capito - dice Varoufakis - il Movimento Cinque Stelle propone quest’ultimo, non qualcosa a cui si abbia diritto indistintamente e senza condizioni. Credo che un tale strumento sia utile per l’Italia”.

Il reddito di cittadinanza consiste in una erogazione monetaria, periodica, durante tutta la vita del beneficiario, attribuita indistintamente a tutti i cittadini e residenti, cumulabile con altri redditi, erogata sia ai lavoratori sia ai disoccupati. Ad oggi è presente sono in Alaska e Finlandia. Diverso è il reddito minimo garantito, erogato solo chi è in età lavorativa e con una retribuzione inferiore a una determinata soglia ritenuta di povertà, ed eventualmente prende a riferimento il reddito del nucleo familiare. Germania, Francia, Gran Bretagna, Olanda erogano il reddito minimo garantito e richiedono anche l’attiva ricerca di un lavoro da parte del beneficiario.

Varoufakis benedice il reddito minimo proposto dai Cinque Stelle ma dà anche un suo consiglio.

“Quando ero ministro delle finanze in Grecia, la Trokia considerava un’ottima soluzione l’introduzione del reddito minimo garantito ma a condizione di togliere per i beneficiari gli altri sussidi già esistenti come quello per i disabili o per i figli. Quindi il mio consiglio ai miei amici italiani è di guardare ai dettagli: il diavolo è nei dettagli”.

Nel frattempo il co-fondatore e garante del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo dal suo blog, lancia la sua proposta di reddito minimo di cittadinanza.

“Si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita. Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato. L’idea di fondo, non nuova per il comico genovese, è che il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale, che è di gran lunga superiore alle nostre necessità”.

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