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"Italia, paese sempre piu' militarizzato. Siria, chi pesca nel torbido vince". Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
L'attacco missilistico contro la Siria di Gb, Francia e Usa era annunciato da giorni. E le fake news sono state ancora una volta determinanti per creare nell'opinione pubblica un clima non ostile alla ennesima escalation militare che serve soprattutto agli Usa per uscire dalla crisi della politica Trump, dagli scandali che lo sommergono, del resto anche il presidente Nixon, minacciato dal Watergate intensifico' la guerra in Indocina.
Intellettuali che mentono sapendo di mentire e offrono le loro narrazioni al servizio della guerra, si fanno fotografare per denunciare un genocidio quando per anni hanno taciuto davanti alla falsificazione di prove da cui scono scaturiti gli ultimi conflitti con milioni di morte. Ricorderete, con un piccolo sforzo di memoria, della bomba nucleare di Saddam Hussein, della minaccia ecologica tra il Tigri e l'Eufrate (con quell'uccello ucciso dallo sversamento di petrolio, uccello la cui specie invece si trovava centinaia di km lontano per i flussi migratori che noi tutti ignoravamo), dell'arsenale di Gheddafi (altro paese balcanizzato per il controllo dei giacimenti petroliferi e per indirizzari i flussi migratori verso l'area dell'Euro), tutte prove falsificate per giustificare la natura umanitaria di interventi dettati da ragioni economiche imperiali.
In Siria la guerra imperversa da anni, non si tratta di essere pro o contro Assad. Chi scrive non è orfano di un paese "socialista" da idolatrare sposandone la politica estera. E' innegabile che il disegno strategico di balcanizzare la Siria ha origini lontane, l'Occidente ha addestrato e finanziato la cosiddetta resistenza democratica che poi di democratico non ha nulla. Basta leggere i siti specializzati di difesa per farsi una idea delle ragioni di questa ennesima guerra che di umanitario non ha nulla. La verità è ben altra, il finanziamento di Turchia e Arabia Saudita a gruppi che poi ritroviamo nella galassia del fondamentalismo islamico, la strage del popolo Kurdo , un popolo che anche Assad ha combattuto con armi non convenzionali ma in quel caso l'Occidente non ha mosso foglia.
Se la minaccia dell'Isis è stata ridimensionata e vinta lo dobbiamo ai kurdi, alla Russia e alla Siria di Assad e non certo ai paesi amici della Nato. E' in atto la balcanizzazione della Siria, una guerra non tra milizie ma tra Stati che vogliono accaparrarsi corridoi energetici e il controllo della regione, che prima o poi minacceranno direttamente l'Iran. Il ruolo di Israele in questa autentica strategia del terrore è determinante, non a caso all'Onu gli Usa pongono il veto contro ogni risoluzione che condanni la mattanza del popolo palestinese, l'uccisione di civili inermi colpiti da cecchini militari verso i quali va il plauso dello stato di Israele.
Gian Andrea Gaiani è un esperto di analisi storico strategiche, scrive su importanti riviste nazionali e internazionali, non è certo una voce vicina ai pacifisti, ebbene Gaiani da settimane (clicca qui per leggere) spiega che le prove dei presunti bombardamenti chimici di Assad arrivano da una fonte non credibile, un gruppo Salafita noto, e per questo denunciato dalle autorità internazionali,per avere ripetutamente utilizzato civili come scudi umani, colpevole di avere ucciso prigionieri di guerra dopo la cattura. Un giornalismo serio e non servile dovrebbe verificare l'attendibilità delle fonti, eppure, oggi come nel recente passato, fake news sono elevate al rango di prove inconfutabili in base alle quali scatenare l'ennesima guerra "umanitaria".
Nello scenario attuale l'Italia, pur non partecipando direttamente alla guerra di aggressione alla Siria, ha un ruolo nevralgico: dalle basi militari Usa e Nato partono aerei e armi destinati alla Guerra. Una ragione in piu' per mobilitarci contro la militarizzazione del territorio e l'ampliamento, anzi la ristrutturazione, delle basi militari presenti sul nostro territorio, da Camp Darby ad Aviano, da Ghedi a Sigonella.
E' questo il compito dei pacifisti e dei democratici sempre che non vogliano cedere alle lusinghe umanitarie degli intellettuali che con i loro scritti giustificano la guerra ergendosi a giudici umanitari quando invece sono solo asserviti alle logiche imperialiste e guerrafondaie che le guerre provocano e alimentano.
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