Lunedì 28 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento 06:50
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
L'Ecuador ritira la disponibilità ad ospitare i colloqui di pace tra governo colombiano e i guerriglieri
L'Ecuador non ospiterà più i colloqui che governo colombiano e l'Esercito di liberazione nazionale (Eln) intavolano nella capitale Quito dal 7 febbraio per arrivare a un accordo di pace. Lo ha detto il presidente Lenin Moreno segnalando la decisa volontà del suo governo di rompere con i gruppi armati che operano alla frontiera dei due paesi. "Ho chiesto alla ministro degli Esteri che interrompa i colloqui e che fermi la nostra condizione di garanti del processo di pace fino a quando l'Eln non si impegni a smettere di compiere queste attività terroristiche", ha detto Moreno nel corso di una intervista a "Ntn 24" ampiamente citata dai media locali. Il paese andino è scosso dal sequestro e l'uccisione di tre dipendenti della testata "El Comercio" ad opera dei dissidenti delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) e dal successivo sequestro di una coppia di cittadini ecuadoriani, ad oggi segnalati ancora in vita.

Queste azioni criminali sono attribuite al guerrigliero conosciuto con il nome di "El Guacho" e sono comunque riconducibili a una fazione avversa e distante dall'Eln. 

Il dialogo tra governo colombiano ed Eln era ripreso a metà marzo a Quito con al centro la discussione per un nuovo "cessate il fuoco" bilaterale. Le parti hanno in agenda l'esame di limiti e punti di forza del primo prolungato "cessate il fuoco", chiuso il 9 gennaio, per poter stabilire un nuovo percorso "ampio e verificabile". Al tempo stesso si impegnano a studiare i processi di partecipazione della società alla pace, si lavorerà per un accordo umanitario nella regione nordoccidentale del Chocò, per lo sviluppo di operazioni di sminamento, di "educazione alla pace" e si discuterà del ruolo del Gruppo dei paesi di appoggio, accompagnamento e cooperazione (Gpaac). Il dialogo si sarebbe dovuto riannodare il 10 gennaio scorso, ma attentati sferrati al termine del cessate il fuoco, convinsero il governo a ritirare la propria delegazione.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi