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Continua a salire il bilancio delle vittime della repressione israeliana contro i palestinesi: i morti sono 55 e quasi 2.500 i feriti. Tre giorni di lutto e sciopero generale per martedì 15 maggio. Roma, alle 17.30 in piazza a Montecitorio
Continua a salire il bilancio delle vittime della repressione israeliana contro i partecipanti alla Grande Marcia del Ritorno, in corso nella Striscia di Gaza: i morti sono 55, quasi 2500 i feriti, secondo i dati aggiornati alle 20:30 di lunedì 14 maggio rilasciati dal ministero della Sanità.
In serata il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato “tre giorni di lutto nazionale”. Intanto le autorità statunitensi hanno dispiegato i marines a protezione delle ambasciate Usa in Giordania, Turchia e Israele, per il timore di proteste.
A Roma prima protesta in piazza Montecitorio alle 17.30 del 15 maggio.
Parlando alla leadership palestinese a Ramallah, Abbas ha puntato il dito contro gli Stati Uniti e sul trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, osservando che Washington non è più un “mediatore” per la crisi n Medio Oriente. Secondo Abbas, l’ambasciata statunitense inaugurata oggi a Gerusalemme dal premier Benjamin Netanyahu alla presenza della figlia del presidente Donald Trump, Ivanka, e del genero e consigliere Jared Kushner, è "un avamposto di colonizzazione". Abbas ha annunciato tre giorni di lutto nei Territori palestinesi e uno sciopero generale per domani, giornata in cui palestinesi ricordano la “Nakba” (catastrofe), ovvero la creazione nel 1948 dello Stato di Israele.

Persino la BBC ha mostrato film sulle deliberate sparatorie di persone che stavano in piedi inoffensive o che stavano scappando, compresi bambini e giornalisti (6). Il fuoco da cecchino è per lo più non alla testa, con la maggior parte delle ferite alla parte inferiore del tronco e alle gambe. Dozzine hanno avuto bisogno dell’amputazione di emergenza di una o di entrambe le gambe, e altre 1.300 hanno richiesto fissazioni esterne immediate che comporteranno circa 7.800 ore di chirurgia ricostruttiva complessa successiva se si vogliono salvare gli arti.

La concomitanza di eventi che passeranno alla storia in Medio Oriente ha provocato una serie di reazioni a livello internazionale. L'Ue si aspetta che "tutti agiscano con la massima moderazione per evitare ulteriori perdite di vite umane", ha affermato l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, dopo che "decine di palestinesi, inclusi bambini, sono stati uccisi e centinaia sono stati feriti dal fuoco israeliano oggi, durante le proteste di massa" vicino alla barriera tra Israele e la Striscia di Gaza. "Israele – ha sottolineato Mogherini – deve rispettare il diritto di protestare pacificamente e il principio di proporzionalità nell'uso della forza". Il movimento islamico palestinese Hamas e "quanti guidano le manifestazioni a Gaza devono assicurare di restare rigorosamente non violenti e non devono sfruttare le proteste per altri mezzi", ha aggiunto l'Alto rappresentante.
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